Cinque le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Fabrizio Greco. L'ipotesi è quella di concorso in omicidio colposo. Si tratta di quattro responsabili in Fca (a vario titolo) e un responsabile di turno. Un atto dovuto per consentire loro di prender parte all'autopsia che si terrà domani alle 13 all'obitorio del Santa Scolastica. L'operaio pontecorverse, lo ricordiamo, ha trovato la morte nel reparto presse a freddo dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano nella notte tra lunedì e martedì. 

È stata appena depositata in Procura l'informativa preliminare di carabinieri e Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) che servirà a far luce su quanto accaduto nel reparto presse a freddo dello stabilimento Fca di Piedimonte in cui lunedì mattina intorno alle 3 ha trovato la morte Fabrizio Greco, 39 anni di Pontecorvo.

In quelle carte c'è la verità sulla morte dell'operaio. Sarà ora la dottoressa Maisto a valutare tutto e a iscrivere, se lo ritiene, nomi nel registro degli indagati aperto contro ignoti.

Intanto, le attività d'indagine proseguono. Ascoltati una decina tra colleghi e tecnici dai militari della Stazione di Piedimonte. Il sopralluogo congiunto tra Arma e Spresal, iniziato alle 4 della notte scorsa e terminato ieri dopo le 20, è ripreso ancora questa mattina. Terminato poco fa. Appena concluso ci sarà il conferimento dell'incarico per l'autopsia di cui si attende la data.

di: Carmela Di Domenico

Al 28 settembre 2019 i caduti sul lavoro accertati in Italia sono 229, altri non sono ancora stati riconosciuti come morti sul lavoro, di questi 22 nel Lazio a cui si aggiunge l'operaio di Cassino.

L'Ugl annuncia dunque per fine ottobre un'iniziativa di sensibilizzazione. Per Cgil, Cisl e Uil il bilancio delle morti bianche è "un bollettino da guerra, indegno per un Paese civile". Dopo la terribile morte di Fabrizio Greco, l'operaio quarantenne di Pontecorvo che lunedì notte ha perso la vita nel reparto presse a freddo della Fca di Cassino mentre stava lavorando, si accendono i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

A Cassino l'ultimo incidente mortale in Fca risale a 28 anni fa: nello stabilimento si produceva la Fiat Tipo e a perdere la vita anche in quell'occasione fu un giovane operaio, anche in quel caso al reparto presse. Nell'ultimo decennio si sono registrati però altri due incidenti mortali nello stabilimento ma non erano dipendenti di Fca, bensì di ditte esterne. Nel 2009 un operaio rimase schiacciato da un camion mentre risale a pochi anni fa la caduta, fatale, da un'impalcatura, per un altro giovane operaio.

Tanti, forse troppi, invece, gli incidenti che potevano avere conseguenze ben più gravi. Risale allo scorso mese di maggio lo scoppio di una bombola di azoto nel reparto presse a caldo. E solo dieci giorni fa, in una apposita conferenza stampa, il responsabile sicurezza della Fiom-Cgil lanciò l'allarme sicurezza in fabbrica: "A distanza di ormai quattro mesi, nonostante le continue pressioni l'azienda non ha dato alcuna spiegazione del come sia stato possibile lo scoppio della bombola di azoto nel reparto presse a caldo lo scorso 14 maggio, che poteva avere conseguenze ben più gravi di quelle che si sono registrate.

E poi ha aggiunto: "Da un anno sono stati installati nei capannoni dove non c'era l'aria condizionata alcuni aerotermici: bene il raffrescamento, ma i tubi d'acqua fredda formano condensa e l'acqua gocciola all'interno causando la fuoriuscita a pioggia che, in molti casi, va a finire sulle postazioni di lavoro".

Intanto proprio in mattinata è stato convocato un tavolo per la sicurezza sul lavoro che vedrà - a partire dalle 11.30 nel centro per l'impiego di Cassino in via Volturno - la presenza dell'assessore regionale al Lavoro e ai Nuovi Diritti Di Berardino. E dalla Regione, intanto, arriva anche la nota del presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini: "Mi auguro che la magistratura faccia al più presto piena luce sulla vicenda e che l'allarme sicurezza lanciato dai sindacati non resti inascoltato. Alla famiglia, agli amici e ai colleghi va tutta la vicinanza mia e del Consiglio regionale del Lazio".

Nelle prossime ore si avranno anche sviluppi sulla vicenda: i vertici aziendali hanno difatti convocato i responsabili della sicurezza dei vari sindacati per esaminare quanto accaduto nella notte tra lunedì e martedì nel reparto presse a freddo.

di: Alberto Simone

Un paese sotto choc che, ancora una volta, si è ritrovato dinanzi a un'immane tragedia. Una città che ha dovuto fare i conti, ieri mattina, con il dolore forte, assurdo, lancinante che ha colpito dritto al cuore. La scomparsa di Fabrizio Greco in un incidente sul lavoro ha lasciato tutti sgomenti.

Giovane brillante e pieno di vita, innamorato della sua dolce metà e delle sue due bambine, entrambe ancora piccole Una famiglia felice, un amore forte che ieri notte è stato spezzato e distrutto. Fabrizio aveva conosciuto sua moglie grazie alle prime esperienze lavorative, quando per la sua occupazione era andato proprio in Lombardia, nel milanese. In quell'occasione era nato quell'amore forte che aveva spinto i due giovani a decidere di trascorrere il resto della vita insieme. Da lì il loro trasferimento a Pontecorvo dove Fabrizio aveva trovato la sua stabilità grazie all'assunzione in Fiat (oggi Fca).

Tra i primi ad apprendere la notizia è stato il sindaco Anselmo Rotondo che ha subito commentato: «Siamo sconvolti, è una immane tragedia che ci lascia senza fiato, senza parole». E proprio lui ieri mattina si è recato a casa della famiglia insieme al consigliere comunale Martina Ruscito. «Ho incontrato la mamma e la moglie di Fabrizio - ha spiegato il sindaco - È una tragedia immane, e lo è ancor di più quando una persona si reca sul proprio posto di lavoro per portare il "pane" a casa e non torna più. Nel 2019 la sicurezza dovrebbe essere sempre garantita. È un dolore troppo forte, penso alla mamma che non vedrà più suo figlio, penso alla moglie che originaria di Milano aveva deciso di trasferirsi per amore, ma penso soprattutto alle due bambine. Due bimbe che quest'anno iniziano nuovi percorsi scolastici e che, ora, dovranno crescere subito, e dovranno farlo senza una figura di riferimento come quella del padre cui erano molto legati. Mi stringo attorno alla famiglia, sono a loro disposizione».

Particolarmente colpito anche il capogruppo di opposizione Paolo Renzi: «La morte di Fabrizio ha lasciato tutti costernati. È un momento di dolore e invito tutta la cittadinanza, l'azienda Fca a stringersi intorno alla sua famiglia». E gli amici lo ricordano con parole dolci e forti: «Avevamo qualche anno di differenza, ma lo conoscevo molto bene. Spesso capitava di vederci alla Villetta tutti insieme.

Era un ragazzo discreto, tranquillo. Una di quelle persone perbene, di gran compagnia, ma al tempo stesso di una discrezione incredibile. Quello che ha accaduto ha lasciato tutti senza parole. E penso a sua moglie e alle sue bambine, ecco spero solo che dopo i funerali tutti restino veramente al fianco di questa famiglia».

Ma i messaggi di cordoglio sono stati centinaia, società sportive e semplici cittadini ieri si sono fermati per ricordare Fabrizio. Un cordoglio unanime che ha visto anche i gruppi social esprimere vicinanza, come il gruppo Fb "Pontecorvo siamo noi" che si è stretto subito intorno alla famiglia. E nel giorno delle esequie il sindaco ha già annunciato il lutto cittadino.

di: Giuseppe Del Signore

Stava lavorando come durante ogni turno di notte. Con lui un collega. Come sempre. Nel reparto presse si spostava un macchinario per lo stampaggio delle lamiere per riposizionarlo. Movimenti ordinati, conosciuti. Di un turno ordinario. All'improvviso qualcosa è andato storto, una oscillazione e un urto con la macchina: un colpo al collo e nella parte alta del torace. Tutto in pochissimi istanti.

Erano da poco passate le 3 nel reparto presse a freddo, quando i colleghi hanno assistito alla tragedia e lanciato l'allarme, nel cuore di una normale notte di lavoro. I soccorsi sono arrivati subito ma non c'è stato nulla da fare: Fabrizio Greco è morto sul colpo.
Era un turno di lavoro come tanti, quello che stava affrontando nello stabilimento Fca il giovane operaio di Pontecorvo.

Un turno notturno, dalle 22 alle 6, come avviene esclusivamente al reparto presse poiché lo stampaggio, oltre che per il sito pedemontano, lavora anche per gli stabilimenti della Sevel e di Melfi. Ma Fabrizio - che esattamente tra dieci giorni, il 12 ottobre, avrebbe compiuto 40 anni - nel reparto era arrivato da poco, meno di sei mesi. Prima era impiegato alla lastratura.

D'improvviso i due piccoli reparti delle presse - gli unici attivi a quell'ora - hanno smesso di lavorare. L'unico rumore è stato quello delle sirene dell'ambulanza e delle forze dell'ordine. E quando è stato ormai chiaro che quella giovane vita si era spezzata, sul posto è arrivato il magistrato di turno della procura di Cassino, la dottoressa Valentina Maisto.

Intanto, la notizia viaggiava nel cuore della notte. La comunicazione più difficile è stata quella alla famiglia: Fabrizio lascia una moglie e due piccole bimbe. Poi le telefonate dei colleghi per avvisare altri colleghi. Nel giro di poche ore i 4.000 operai dello stabilimento sono stati allertati mentre tra le mura della fabbrica sono continuate le verifiche delle forze dell'ordine. Fuori, i sindacati e i colleghi, hanno iniziato ad assieparsi con quella domanda a ripetizione "come è potuto accadere?".

Proprio a partire da ieri era iniziata una lunga settimana di cig ma non sono potuti mancare gli operai che hanno raggiunto il cancello 4 per cercare di avere qualche informazione già dalle prime ore dell'alba. Poi, inevitabile, l'arrivo dei cronisti e delle telecamere: con Fabrizio salgono ad oltre 600 i morti sul lavoro nel 2019 «un bilancio indegno per un Paese civile» tuonano all'unisono i sindacati, appena la notizia ha raggiunto un'eco nazionale. Nello stabilimento Fca di Piedimonte non si verificava un incidente mortale da 28 anni: l'ultimo proprio nel settore presse. Due quelli dall'esito mortale, invece, negli ultimi 10 anni legati a ditte esterne: un operaio caduto da un'impalcatura e un altro (cinque anni fa) travolto da un camion che si era sfrenato.

Restano gli interrogativi, fuori dai cancelli, e le tute rosse vogliono sapere. La dirigenza aziendale resta muta per oltre 12 ore, poi poco dopo le 15 una nota di cordoglio e la convocazione dei sindacati: questa mattina alle 10 un vertice con i responsabili della sicurezza nel corso del quale, probabilmente, verrà fornito qualche elemento in più sull'accaduto e le risposte che in tanti aspettano, soprattutto la famiglia.

Le indagini
Le verifiche e i sopralluoghi degli inquirenti sono andati avanti a oltranza. I militari della Compagnia di Cassino, agli ordini del capitano Ivan Mastromanno, insieme agli ispettori dello Spresal - l'unità di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl - guidati dal dottor Varone, hanno scavato a fondo per accertare ogni aspetto della dinamica dell'incidente, ancora al vaglio. A coordinare anche il più piccolo passaggio, la dottoressa Maisto.

Ogni singolo accertamento, ogni dettaglio servirà a capire come sia potuto accadere l'irreparabile durante lo spostamento di quello stampo per lamiere; un unico dettaglio, in quel lavoro routinario per gli operai - ma oltremodo delicato - che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Adesso occorre capire perché. La procura ieri ha aperto un fascicolo contro ignoti: quanto contenuto nell'informativa che verrà redatta dai carabinieri e consegnata in procura farà la differenza nell'accertamento di eventuali responsabilità. La zona è stata sottoposta a sequestro. Intanto, questa mattina, si procederà con l'affidamento dell'incarico al medico legale nominato per l'autopsia.

di: Alberto Simone e Carmela Di Domenico