Su indicazione del presidente, Mauro Buschini, le bandiere del Consiglio regionale del Lazio sono issate a mezz'asta in segno di cordoglio per la morte dell'operaio nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano.

Alla Pisana si è osservato un minuto di silenzio prima di aprire la seduta, poi il presidente Mauro Buschini ha spiegato: "Nella notte tra lunedì e martedì, alle 3.10, nel reparto ‘presse a freddo' dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, perde la vita Fabrizio Greco, mentre spostava un macchinario. Fabrizio avrebbe compiuto 40 anni tra pochi giorni, lascia la moglie e due bambine. Una tragedia inaccettabile, che si unisce alle 305 vittime sul lavoro dall'inizio del 2019, di cui 23 vittime nei primi sette mesi. Numeri assurdi. Osserviamo – ha aggiunto Buschini – un minuto di silenzio per Fabrizio ed a nome del Consiglio – ha concluso – esprimo vicinanza alla famiglia".

"Noi come Regione visto questo ulteriore dramma dobbiamo necessariamente intervenire visto quanto accaduto ieri in Fca. Dall'inizio dell'anno, con Fabrizio, sono 79 i morti sul posto di lavoro nel Lazio". Queste le parole con cui l'assessore regionale al lavoro Di Berardino ha aperto il tavolo sulla sicurezza regionale che si sarebbe dovuto tenere a Roma ma, visto quanto accaduto, si è tenuto a Cassino.

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare Fabrizio Greco, l'operaio che ha perso la vita in Fca lunedì notte. "Il bilancio regionale è di 8 morti al mese nel 2019. Non possiamo andare oltre. Ora subito una task Force per tutti i provvedimenti del caso da intraprendere tra tutti gli enti proposti. Potremo in Regione tre precise richieste chiedendo al Governo di adottare i provvedimenti. Al momento - aggiunge l'assessore- non c'è stato ancora alcun incontro con Fca per avere delucidazioni su quanto accaduto, aspettavamo prima di fare questo incontro. Come Regione entro fine ottobre faremo uscire un bando sulla sicurezza rivolto alle imprese e ai lavoratori".

In sala i massimi rappresentanti sindacali di tutte le organizzazioni, a cui Di Berardino raccomanda: "Diciamoci le cose come stanno, non è più momenti di fare solo appelli. Quanto avvenuto è una sconfitta per tutti". 

di: Alberto Simone