Le avevano pensate davvero tutte, pur di consentire ai candidati paganti di superare le prove scritte per il rilascio della patente. C'era anche chi, munito di una microcamera inserita in un bottone - con tanto di apparecchiatura composta da antenna, pacco batteria e congegno elettronico con micro-antenna - si introduceva all'interno della sala d'esame della Motorizzazione di Caserta e svolgeva al posto degli aspiranti patentati (dall'assegno facile) il quiz.

Ovviamente, la commissione doveva essere - per la polizia - compiacente oppure molto distratta per non notare le discrasie tra esaminandi e carte d'identità presentate. Dall'inchiesta sulle patenti facili, quella che ha portato all'arresto di 13 persone, tra cui Donato Ferraro di 68 anni, titolare di un'autoscuola a Cassino, emergono dettagli significativi sull'organizzazione che avrebbe portato alla realizzazione di un complesso sistema in grado di rilasciare documenti di guida, senza studiare, in cambio di somme che potevano oscillare tra i 1.300 e i 2.500 euro. In molti casi, la contrattazione era efficace.

A "svelare" il modus operandi dell'organizzazione, le intercettazioni degli agenti della Digos e della Mobile di Caserta che hanno arrestato, con la Mobile di Frosinone, Ferraro a Piedimonte. In molti casi, i candidati venivano "reclutati" fuori regione, moltissimi anche a Cassino. Poi, con l'utilizzo di «macchinette» ovvero di auricolari con un collegamento esterno, a cui faceva capo un suggeritore, procedevano all'esame; in altri casi, sempre in base a quanto accertato dalla procura, la tecnologia non serviva: il suggeritore era "in carne e ossa", presente nell'aula d'esame accanto ai candidati.

Destinatari della misura cautelare in carcere, oltre a Donato Ferraro, anche Silvestro Ferraro, 61 anni di Sparanise, coinvolto anche in "Pay to Dry"; Giuseppe Ferraro, 44 anni di Napoli; Francesco Arpino, 28 anni di Caserta; Franco Di Dio, 34 anni di Marcianise; Vincenzo Di Dio, 36 anni di Caserta; Francesco Iadicicco, 26 anni di Marcianise; Antonio Barbato, 60 anni di Piedimonte Matese. Ai domiciliari sono invece finiti Francesco Ferraro, 23 anni di Maddaloni; Raffaele Longobardi, 67 anni di Caserta; Pasquale Fusco, 49 anni di Caserta; Gaetano Aurilio, 65 anni di Bellona; Xhoni Malaj, 40 anni, albanese. Attesa la fissazione degli interrogatori.