Raffaele Cerelli scala il monte Cervino e dedica l'impresa sportiva ai suoi amici Daniele Nardi e Alfredo Villa. Una meta sudata, 4478 metri d'altezza raggiunti insieme ad Antonello Riva. L'esperto scalatore verolano è riuscito dove pochi hanno osato: salire sul monte Cervino, la terza vetta più alta d'Italia. Raggiungere la Cresta del Leone non è da tutti, serve essere allenati, avere esperienza e tanta convinzione. «Fin da piccolo – racconta Raffaele quando a scuola ci dicevano di disegnare una montagna, per noi bambini era un triangolo con la base largache finiva apunta. Questa montagna a forma di piramide esiste davvero: è il monte Cervino che con i suoi 4478 metri è la terza vetta più alta d'Italia. La cima perfetta da dedicare a qualcuno che non c'è più. Così dopo varie rinunce, finalmente, insieme ad Antonello Riva, uno dei più grandi campioni della pallacanestro italiana, abbiamo deciso di tentare l'impossibile».

Raffaele è partito da Veroli il 18 settembre scorso diretto a Milano, dove cari amici lo hanno ospitato. Il giorno seguente, alle sei di mattina, ha prelevato Antonello ed insieme hanno raggiunto Cervinia. «Abbiamo affittato delle e-bike per salire fino al rifugio Duca degli Abruzzi all'Oriondé (2802 metri sul livello del mare). Dopo aver accuratamente riposto le nostre bici, zaino in spalla, abbiamo raggiunto con tre ore e mezzo la Capanna Carrel a 3830 metri di altitudine. Sistemati i letti e mangiato qualche panino e un paio di barretta, ci siamo messi a riposare. Sveglia alle 4 per i preparativi: un'ora più tardi è iniziata la salita. Alle 9 eravamo in vetta. Il sogno di una vita che si realizza. Un'impresa che dedico a Daniele Nardi e Alfredo Villa. Grazie amico mio Nembo Kid».