Omicidio di Gabriel, nuovi accertamenti. Sotto la lente, ancora una volta, il cellulare dello zio della piccola vittima.
I militari del Racis il 4 settembre scorso hanno già effettuato un primo accertamento tecnico (così come disposto dalla procura) sul cellulare in questione. Un backup che potrà fornire ogni dettaglio utile a chiarire il traffico telefonico e non solo in entrata e in uscita per escludere o confermare il coinvolgimento di Feroleto. Se Donatella Di Bona, infatti, avesse chiamato il padre del bambino a distanza di pochi minuti dalla morte di Gabriel, Feroleto sarebbe automaticamente fuori, lontano dal campo dell'orrore mentre il piccolo smetteva di respirare.

Le variabili sono davvero molte e ora gli accertamenti, secondo i beninformati, sono stati fissati a sabato: sotto la lente, in questo caso, le chat dei social. Donatella Di Bona, lo ricordiamo, resta in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Stessa ipotesi avanzata nei confronti di Nicola Feroleto, in carcere a Frosinone. E proprio a Frosinone avverrà l'incontro con la criminologa Roberta Bruzzone, scelta dalla difesa rappresentata da Luigi D'Anna per far luce su ogni aspetto della complessa vicenda.

Al momento, l'unica certezza visti i risultati depositati in procura, resta quella del luogo dove Gabriel è stato ucciso: quel campo poi denominato campo dell'orrore a un passo dall'abitazione della famiglia di Bona. Sarebbero alcune spine rinvenute sugli abiti del bambino, risultate compatibili con un rovo presente proprio nel campo dell'orrore, a raccontare che con altissima probabilità Gabriel ha trovato la morte a un passo da casa. Un frammento della stessa tipologia di spine è stato infatti trovato anche in una delle scarpe (nella parte laterale) del papà.