La Giunta comunale dà l'ok al progetto del centro per l'affido familiare. Nella sostanza dei fatti alcune famiglie, iscritte ad un apposito albo dopo aver fatto un corso di formazione, potranno fare richiesta di affido familiare per i minori, per un periodo che però non va oltre i 24 mesi, quindi non si tratta di un vero e proprio affido definitivo, come comunemente siamo abituati a conoscerlo.

Da dove nasce l'esigenza di questo progetto dell'affido familiare visto e considerato che ci sono già le case famiglia che si occupano dei minori che il tribunale sottrae ai genitori? A spiegare da dove nasce l'esigenza è l'assessore ai servizi sociali Luigi Maccaro. Che argomenta: «La cosa che più mi ha impressionato quando mi sono insediato in assessorato è stato il numero di minori affidati alle case famiglia dal tribunale dei minori. Al netto dei minori stranieri non accompagnati, il numero fa comunque impressione, tant'è che tra il 2017 e quest'anno la cifra che spende il Comune per le rette dei minori dislocati nelle varie case famiglia è praticamente triplicata, lievitando fino ad oltre mezzo milione di euro l'anno.

Ma il progetto che abbiamo elaborato e che abbiamo portato in giunta - e che prima dell'ok definitivo deve comunque completare l'iter previsto dalla legge - non è stato dettato solo dall'esigenza di abbassare le spese per il Comune, ma soprattutto per far sì che i minori - bambini o adolescenti che siano - possano trascorrere un periodo della loro vita in un contesto familiare e in quello stesso periodo - che non potrà superare i 24 mesi - i genitori saranno seguiti dai servizi sociali.

Certamente non tutte le famiglie potranno accogliere i minori: verrà stilato un apposito albo dopo che le famiglie eventualmente interessate avranno seguito degli appositi corsi di formazione. Quindi si parte con una campagna informativa per promuovere l'affido familiare: laddove cioè c'è una situazione per cui una famiglia non può farsi carico dei figli per varie motivazioni per cui il tribunale dei minori affida i minori alla casa famiglia.

Noi abbiamo pensato che una valida alternativa alla casa famiglia, per il benessere dei minori, può essere l'affido alle famiglie che magari hanno anche già dei figli, per un periodo non superiore ai due anni». La proposta di Maccaro è stata accolta con favore dai membri della Giunta e prossimamente sarà anche al vaglio del Consiglio.

Progetti nel sociale: il corso
L'assessore Maccaro ha in cantiere anche altri progetti, tra cui un corso di base su strategie e tecniche di progettazione sociale. È un corso di formazione che partirà dal 30 settembre mentre oggi si terrà, alle 17, la conferenza di presentazione nella sala Restagno.
Il corso si articolerà in 5 incontri di 3 ore nei giorni di 30 settembre‚ 7‚ 14‚ 21‚ 28 ottobre‚ dalle 15.30 alle 18.30. L'intento di questa proposta formativa è quello di fornire ai volontari le competenze di base per potersi orientare tra le opportunità della progettazione in ambito sociale.