«Abito vicino alla motorizzazione. Sono andato lì cinque volte, ma non sono riuscito a prenotare la revisione». È la protesta di un cittadino di Frosinone per i ritardi nell'evasione delle pratiche alla motorizzazione civile di Frosinone. Una protesta, peraltro, non nuova e che parte da lontano. Da quando cioè l'inchiesta Pay to drive condotta dalla squadra mobile di Frosinone nel 2016 per le patenti facili ha di fatto decapitato gli uffici frusinati.

«Sono più di venti giorni che cerco di avere l'appuntamento per la revisione, ma niente -si sfoga al telefono l'uomo- Eppure ho pagato il bollettino da 45 euro che, ora, rischio di perdere. Anche perché il mio problema è che la revisione mi scade lunedì. Lo dicano chiaramente però che non riescono a servire tutti, così uno sa cosa fare. È un comportamento scorretto verso gli utenti. Mi hanno detto che devono dare i numeretti, ma possibile che in cinque volte nemmeno la prenotazione sono in grado di garantire?».

Analoghe proteste, peraltro, si erano registrate anche negli ultimi tre anni. Sin dal settembre del 2016, infatti, utenti ma anche agenzie lamentavano forti disagi per l'adempimento delle pratiche. Dalla motorizzazione hanno cercato di ovviare con una serie di sessioni apposite con personale in trasferta da Roma, ma evidentemente gli sforzi non sono stati sufficienti per venire incontro a tutte le richieste dell'utenza. Con il risultato che molti cittadini si rivolgono direttamente ai privati per le revisioni in modo da bypassare attese e burocrazia. Non è infrequente, infatti, vedere file di mezzi, soprattutto pesanti, in attesa della revisione sostare a lungo all'esterno del complesso di via Monti Lepini con conseguenze anche sul deflusso delle auto da via Calvosa.

Nel 2016 i titolari delle agenzie si lamentavano di «non poter consegnare carte di circolazione, acquisire nulla osta dal reparto merci in tempi certi, non avere riferimenti relativamente a collaudi e revisioni». E ancora a giugno del 2017 nuove proteste per i ritardi nello svolgimento delle attività era stato richiesto anche l'intervento delle forze dell'ordine. A giugno del 2018 c'era stata una manifestazione di protesta dei professionisti che ruotano attorno a mobilità e trasporti, di titolari di agenzie di pratiche auto e autofficine con tanto di sollecitazione all'allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.