Non solo la cassa integrazione, le buste paga decurtate e l'incertezza per il futuro dello stabilimento. Ci sono anche altre e non meno importanti criticità con le quali devono fare i conti gli operai dello stabilimento Fca: ovvero la sicurezza e la salute. Ad accendere i riflettori sul tema è stato nella giornata di ieri il responsabile sicurezza della Fiom-Cgil Pierluigi De Filippis che, insieme alle due Rsa cgielline Roberta Palazzo e Grazia Giorgio, hanno messo in rassegna quelli che sono i maggiori disagi per le tute rosse.

Bombola e aerotermici
Anzitutto il sindacalista Pierluigi De Filippis ha evidenziato come, a distanza di ormai quattro mesi, nonostante le sue continue pressioni l'azienda non ha dato alcuna spiegazione del come sia stato possibile lo scoppio della bombola di azoto nel reparto presse a caldo lo scorso 14 maggio, che poteva avere conseguenze ben più gravi di quelle che si sono registrate.

Quindi il sindacalista è venuto all'oggi. E ha spiegato: «Da un anno sono stati installati nei capannoni dove non c'era l'aria condizionata alcuni aerotermici: bene il raffrescamento, ma i tubi d'acqua fredda formano condensa e l'acqua gocciola all'interno causando la fuoriuscita a pioggia che, in molti casi, va a finire sulle postazioni di lavoro».

In fabbrica con gli uccelli
E sempre a proposito di salvaguardia della salute, De Filippis continua: «Da tempo, ormai, segnaliamo la presenza dei piccioni in alcuni capannoni. Entrare in contatto con il guano di piccione rappresenta un rischio per la salute: abbiamo chiesto la copertura delle aree di ristoro ma gli interventi finora fatti non sono sufficienti. Denunciamo, inoltre, il fatto che alcuni carrelli non sono a norma per le ruote lisce o perché hanno gli specchietti retrovisori rotti». E poi, a proposito della cosiddetta efficienza, il sindacalista tuona: «Il carico di lavoro è rimasto uguale ma prima era spalmato su 4.300 operai, ora su 3.700».

Insicurezza dentro e fuori
La Fiom-Cgil evidenzia che la scarsa sicurezza non è solo una criticità inerente lo stabilimento ma anche all'esterno. E conclude: «Rivolgiamo un appello alla Regione, all'Asi, al Cosilam e al Comune per far avere l'illuminazione nei parcheggi e per installare dei dossi sulla carreggiata. Infine, un appello alla Cotral: deve provvedere a impiantare cartelli per indicare, ben visibile, la destinazione di ogni bus».