Scene da film a San Bartolomeo. In due prima investono un ragazzo, poi, dopo averlo preso a calci e pugni e derubato, scappano a bordo dell'auto e si schiantano poco più avanti. Scattano le ricerche dei carabinieri che, in meno di ventiquattr'ore, trovano la coppia.

Un uomo e una donna sono finiti nei guai per una rapina commessa giovedì. I carabinieri della Compagnia di Cassino sono stati allertati e sono intervenuti sul luogo di quella che è stata descritta come una rapina accaduta pochi minuti prima. Giunti sul posto i militari hanno trovato un ventiquattrenne egiziano, il giovane ha raccontato agli uomini dell'Arma di essere stato investito da un'autovettura e, successivamente, preso a pugni e rapinato della somma di 20 euro da un extracomunitario.

L'egiziano ha spiegato che l'uomo era a bordo di un'auto guidata da una donna. Il ragazzo è stato soccorso e accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale Santa Scolastica dove il personale sanitario ha riscontrato un trauma del volto e contusione multiple. Ferite giudicate guaribili in dieci giorni.

Sono scattate immediatamente le ricerche della coppia da parte dei carabinieri. Nel corso delle indagini i militari hanno scoperto che l'utilitaria descritta dal ventiquattrenne aveva tamponato un'altra auto parcheggiata in piazza vigili del fuoco riportando seri danni e che le persone a bordo erano fuggite a piedi nelle strade adiacenti. I carabinieri ci hanno messo poco a rintracciare la donna, una trentottenne cassinate, nei pressi del cimitero. La stessa è stata riconosciuta dall'egiziano vittima della rapina come la conducente dell'utilitaria che l'aveva investito, poi fuggita insieme al complice.

La giovane è stata subito arrestata e messa ai domiciliari e, nella successiva convalida di arresto, il gip ha disposto che venisse sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.

Nella notte poi, a margine di una incessante attività di indagine degli uomini della Compagnia di Cassino, è stato trovato anche il complice. Si trovava nell'abitazione di un noto pregiudicato, dove aveva trovato rifugio. Per il quarantasettenne tunisino, riconosciuto responsabile della rapina consumata con la trentottenne, si sono aperte le porte del carcere.