Condannato anche in appello l'ex sindaco Gino Roscioli. Quest'ultimo, all'epoca dei fatti consigliere di minoranza, era stato denunciato dall'ex segretario comunale Giuseppe Carbone per diffamazione.

Le critiche mosse al segretario, durante un acceso consiglio comunale del 2010, sono state ritenute diffamatorie dal funzionario che così aveva denunciato il politico. La Corte d'appello di Roma ha confermato in toto la condanna di primo grado per l'ex consigliere che, peraltro, confidando in un'assoluzione aveva rinunciato alla prescrizione. E dunque l'allora primo cittadino dovrà risarcire Carbone per la diffamazione per un totale di 1.200 euro di multa, cui si aggiungono altri 4.000 euro di danni e 1.500 euro di spese legali per ognuno dei gradi di giudizio.

Il segretario comunale, costituitosi parte civile attraverso l'avvocato Pier Luigi Taglienti, si era sentito diffamato da alcune espressioni pronunciate da Roscioli in due consigli, il 14 luglio 2010 e il 16 novembre 2010 (in quest'occasione il segretario era però sostituito da un collega).

Roscioli si era lamentato per le modalità di verbalizzazione delle delibere, per i compensi dati al segretario comunale e anche delle sue capacità professionali. A sua volta, nel corso del giudizio, l'ex consigliere comunale si era difeso sostenendo di non aver voluto criticare la persona, ma la figura del dirigente, facendo riferimento a un'incompetenza funzionale a compiere determinati atti.