Centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro a rischio. La continua cassa integrazione di Fca dovuta al calo delle vendite - che questo mese registra un'altra contrazione anche sul mercato europeo - sta facendo sentire i suoi effetti immediati sull'indotto, che ha ormai quasi esaurito gli ammortizzatori sociali. Per questo ieri la Fiom-Cgil, riunita a Cassino con i vertici del sindacato, ha chiesto alla Regione di fare presto per intervenire. Andiamo con ordine e partiamo dalla cassa integrazione e dalle immatricolazioni.

Nuova retromarcia
Alfa Romeo nei primi 8 mesi dell'anno ha subito un calo del 45% nel numero delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sul mercato europeo ha venduto un totale di 37.206 unità facendo registrare un netto calo rispetto alle oltre 67.000 dei primi 8 mesi del 2018. Sul calo delle immatricolazioni Alfa Romeo pesa in particolare il non brillante andamento dei tre veicoli prodotti a Cassino, per questo la cassa integrazione nei primi nove mesi dell'anno è di ben 85 giorni.

I numeri parlano da soli: primo semestre dell'anno il Suv Stelvio - quello che va meglio di tutti - è stato capace di immatricolare 14.291 unità in Europa con un calo del 16,6% rispetto ai dati raccolti nello stesso periodo dello scorso anno. Infatti nel primo semestre del 2018 le vendite di Stelvio furono oltre 17.000. Veniamo a Giulia: ha venduto un totale di 5.979 unità e ha visto diminuire le proprie immatricolazioni del 42%: lo scorso anno infatti le consegne della berlina del Biscione furono oltre 10.000.

Ancora peggio le cose sono andate per Alfa Romeo Giulietta. La berlina compatta infatti ha raggiunto quota 9.108 unità vendute in Europa contro le oltre 16.000 dello scorso anno con un calo del 45,4% per cento rispetto al primo semestre del 2018.

De Palma: avevamo ragione noi
Numeri da brividi, analizzati ieri nel corso di una riunione della Fiom-Cgil che con il leader nazionale del sindacato Michele De Palma ha spiegato: «Spero che ora a fronte di tale situazione anche le altre organizzazioni sindacali si rendino conto della realtà, in quanto le assunzioni promesse non ci sono e la piena occupazione nemmeno. Noi - dice De Palma della Fiom - riteniamo indispensabile avere un confronto con il presidente del Consiglio».

E poi prosegue: «Noi oggi qui a Cassino illustriamo la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di Federmeccanica che riguarda tutti i metalmeccanici ad eccezione di quelli di Fca che applica un proprio contratto. Anche su questo a distanza di tempo possiamo dire che avevamo ragione noi in quanto veniva detto che con il contratto specifico aumentava il lavoro invece è diminuito sia il lavoro che i salari.

Da questo Governo ci aspettiamo il coraggio che è mancato a tutti i governi precedenti. Molto importante anche il ruolo della Regione e delle istituzioni locali perchè abbiamo bisogno di costruire un elemento di solidarietà nei confronti dei lavoratori che stanno pagando un prezzo per gli ammortizzatori sociali».

Diversificare le offerte
Sul punto gli fa eco il segretario provinciale Donato Gatti, che spiega: «Molto importante è il ruolo della Regione. All'interno delle circa cento aziende che stanno in Fca stanno finendo gli ammortizzatori sociali, urge dunque un tavolo in Regione. Bisogna salvare circa 2.000 posti di lavoro».

E il leader regionale Fabrizio Podetti conclude: «Ora che il quadro del nuovo Governo è chiaro ridaremo continuità a tutto quello che abbiamo fatto con i sindaci del territorio prima dell'estate per la crisi dell'indotto. Servono sicuramente gli ammortizzatori sociali ma - spiega Fabrizio Podetti - bisogna anche aiutare le aziende del territorio a modificare le proprie attività e a librarsi da un unico fornitore, perché quando Fca va giù, crolla tutto l'indotto. Il Conte bis? Noi guardiamo con scetticismo tutti i governi quando nascono, lo valuteremo dai primi provvedimenti che farà. Certo, questa operazione di Renzi non aiuta perchè sposta la barra a destra, e si dovesse proseguire con politiche come il jobs act non si aiutano di certo i lavoratori»