Bike sharing, dopo l'intervento della Regione ecco il dardo di Sandra Tagliaboschi, che irrompe a gamba tesa contro la maggioranza del sindaco Natalia. «Un progetto al quale ho lavorato con passione - afferma la capogruppo Pd Tagliaboschi - rischia di andare in fumo per colpa di inadempienze, mi auguro che gli amministratori facciano chiarezza al più presto».

«In sintesi - ricorda l'iter - l'amministrazione Bassetta, io in prima persona, ha partecipato ad un bando della regione Lazio "Reti d'imprese". Con i commercianti abbiamo costituito una rete.

Dalle proposte ricevute abbiamo stilato un progetto (a costo zero di progettazione) che prevedeva l'acquisto di biciclette a pedalata assistita(18), e centraline di ricarica (3) da installare nel centro del paese a beneficio di residenti e turisti. Per il progetto sono arrivati al comune di Anagni 100mila euro. Insomma, tutto bello e pronto; si dovevano installare le stazioni di ricarica e mettere le bici in strada ..... E ora si rischia di perdere tutto».

La nota della Regione è perentoria: inviare sollecitamente la rendicontazione finale delle attività e spese sostenute entro il 30.08.2019; solo in tal caso, come previsto dall'avviso pubblico, la regione potrà provvedere a liquidare l'eventuale saldo. La maggioranza fa quadrato, e respinge al mittente le accuse della Tagliaboschi; una replica che necessita di precisazione.

Il da farsi, tutto sommato, non sembra complicato: verificare gli impegni progettuali e confrontarli con quanto realizzato; accertare le somme incassate dall'ente ed eventualmente girate a terzi dopo il controllo da parte di chi ne ha la competenza; esaminare i documenti a sostegno delle rendicontazioni che non possono non esserci. Qualcuno asserisce che l'unico neo sarebbe la mancanza della presa elettrica per collegare le bici. Sembra facile