Non avevano denunciato la morte di un parente e avevano continuato a beneficiare della pensione sociale. È questa l'accusa che ha portato tre persone di Fiuggi, moglie, figlia e nipote del defunto davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone. L'accusa nei loro confronti è di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato.

Così come ricostruito dalla tenenza di Fiuggi della Guardia di finanza, su input del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione delle frodi comunitarie, i familiari avevano continuato a beneficiare della pensione sociale di A.M., morto nel maggio del 2013. La pensione sociale di cui l'uomo era titolare veniva erogata dall'Inps sul conto cointestato con la moglie. Tutti e tre gli imputati, peraltro conviventi, sono accusati di non aver tempestivamente comunicato all'Inps il decesso del marito, padre e nonno. La somma, per un totale di poco superiore ai 41.000 euro era stata intascata per circa cinque anni. Oltre alla denuncia era scattato anche un sequestro preventivo su beni mobili e immobili di pari valore.

Ieri in due hanno chiesto di definire in modo anticipato la propria posizione. La vedova ha chiesto il patteggiamento, mentre la figlia ha optato per il rito abbreviato, solo il terzo imputato, invece, ha deciso di venir giudicato con il rito ordinario. Preso atto delle richieste, il gup Antonello Bracaglia Morante ha rinviato l'udienza ad altra data nella quale la causa sarà discussa. I tre sono difesi dagli avvocati fabrizio Ambrosi, Laura Pellegrino e Francesca Garzia.

L'inchiesta delle Fiamme gialle era partita dopo uno screening sui percettori di pensione sociali ai fini di stanare eventuali posizioni di illegalità. Il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitaria aveva fornito un'analisi su un gruppo di soggetti percettori di assegni sociali potenzialmente in maniera indebita. Così dopo aver individuato i casi più sospetti erano partiti ulteriori accertamenti svolti a livello locale dai comandi competenti.