Operazione "Cinquecento", ora la parola passa alla Cassazione. Il 9 ottobre si torna in aula per discutere il ricorso della procura dopo la decisione del Riesame che aveva annullato l'ordinanza di Cassino.
L'inchiesta dei carabinieri, guidati dal colonnello Cagnazzo, coordinati dalla procura di Cassino, aveva portato a ipotizzare un voto di scambio: per questo erano stati emessi i provvedimenti di divieto di dimora per il sindaco Ferdinandi e la misura cautelare dei domiciliari per il vice Capuano e per l'imprenditore Varlese, con il coinvolgimento (a piede libero) dell'ex primo cittadino, Enzo Nocella.

Proprio nella contestata continuità tra la richiesta di voti in cambio di promesse di lavoro, riscontrata sia a cavallo della tornata elettorale del 2015 che del 2017 in base ad alcune testimonianze raccolte dagli uomini del tenente colonnello Gavazzi e del maggiore Lombardi che avrebbe preso forma per gli inquirenti l'ipotesi associativa. Vincolo non riconosciuto dal Riesame che ha annullato l'ordinanza, consentendo così agli amministratori (con l'ok della prefettura) di tornare al lavoro.