Non versa gli assegni familiari all'ex coniuge per 20 mesi e finisce davanti al giudice. Questa volta, però, la persona nei guai non è un marito "sordo" alle richieste della ex moglie, come spesso raccontano le cronache giudiziarie. Un cliché a cui siamo purtroppo abituati, con un uomo che dopo aver abbandonato il tetto coniugale si rifiuta di versare il dovuto, nonostante le richieste e le sollecitazioni legali fino alle guerra (sia da un punto di vista civile che penale) che ne discende, con la condanna al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria oppure l'apertura di un procedimento penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Questa volta a non pagare è stata l'ex moglie che dopo aver deciso di cambiare vita, non avrebbe più voluto sentirne parlare di assegni di mantenimento, quelli che il giudice aveva stabilito per i loro cinque figli, rimasti con il papà. Una storia che racconta l'altra faccia della medaglia, dove non sempre a recitare la parte dell'ex coniuge "indifferente" alle richieste c'è, obbligatoriamente, un uomo. Le accuse mosse alla donna, una professionista di circa 50 anni di Cassino, sono proprio queste.

Dopo la fine del rapporto l'uomo ha invece deciso di lasciare la città martire, tornando nel suo paese d'origine (dove vivono i suoi genitori) per poter gestire la quotidianità divenuta complessa con cinque figli a carico, tutti minorenni con un'età compresa tra i 7 e i 16 anni. Ieri mattina si è aperto il processo a carico della professionista cassinate, con la costituzione di parte civile dell'ex coniuge attraverso l'avvocato Marco Rossini e la fissazione della prossima udienza.