Nei prossimi trenta giorni - ovvero da oggi fino a venerdì 11 ottobre - gli operai dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano si recheranno in fabbrica solo tredici giorni.

Nel prossimo mese sono ventidue i giorni lavorativi ma nove di questi lo stabilimento resterà chiuso e si farà ricorso alla cassa integrazione. Oltre ai giorni 16, 23, 30 settembre e 1, 2, 3 e 4 ottobre, ieri l'azienda ha comunicato che i motori resteranno spenti anche il 7 e l'11 ottobre.

L'annuncio di questo nuovo stop è dovuto al fatto che le immatricolazioni delle vetture a marchio Alfa prodotte a Cassino sono sempre più in calo ma è tutto il comparto auto a soffrire. Sempre ieri sono stati pubblicati i dati dell'Anfia dai quali emerge che la produzione italiana di autovetture è calata del 19%, sia a luglio che nei primi 7 mesi dell'anno rispetto agli stessi mesi del 2018.

«Questi numeri andrebbero sommati a quelli sull'aumento della cassa integrazione e sulla perdita di occupazione e salario per i lavoratori» dice Michele De Palma della Fiom-Cgil che chiede, quindi, un tavolo nazionale sull'automotive a Palazzo Chigi con il presidente Conte.

Il neo segretario della Fim-Cisl Raffaele Apetino è allo stesso modo determinato, e spiega: «Per Cassino ci sono gli investimenti annunciati a Balocco l'anno scorso, dunque non siamo in assenza di un piano industriale. Chiediamo però all'azienda di accelerare e di dare l'ufficialità del nuovo modello perché poi occorre circa un anno e mezzo prima che vada effettivamente in produzione, quindi la cassa integrazione comunque ci sarà ma almeno si intravede la luce in fondo al tunnel».

A chiedere un incontro direttamente all'azienda nella persona di Pietro Gorlier è il consigliere regionale di "Cambiamo", Pasquale Ciacciarelli. «Una interlocuzione tra Regione, con la competente commissione consiliare, della quale sono commissario, e Fca, credo sia fondamentale. Per tutti questi motivi, ho richiesto al dottor Gorlier un incontro, allo scopo di avere una visione si spera rassicurante» spiega Ciacciarelli. E intanto in merito alla fusione tra Fca e Renault, l'Ad Bollorè gela tutti: «La proposta non è più sul tavolo»