Cade il tentato omicidio per l'aggressione ai vetrai. Il tribunale del riesame di Roma riqualifica la contestazione a Gerardo Pisani e Ernesto Barile, arrestati, a fine luglio, appunto per tentato omicidio, in violenza privata e concede loro gli arresti domiciliari. Misura di cui ne beneficerà solo Pisani in quanto Barile, nel frattempo, aveva già ottenuto gli arresti domiciliari.

I due erano accusati, in concorso con una terza persona, un marocchino (tuttora latitante), di aver posto in essere una serie di episodi, con apporti diversi, ma tendenti allo stesso fine, ovvero cercare di uccidere, (per uno sgarbo al marocchino, sostiene la procura di Frosinone) un loro conoscente, titolare di una vetreria, il fratello e la fidanzata di questi. In particolare a Barile e Pisani, difesi dagli avvocati Tony Ceccarelli e Marco Maietta, viene contestato un episodio del 16 maggio. Pisani è accusato di aver fatto salire in auto il rivale e di averlo portato in un luogo dove lo attendevano gli altri due. Per costringere l'uomo a uscire dal veicolo sostiene l'accusa «lo colpivano violentemente con pugni e calci...
trascinato fuori dall'auto continuavano a colpirlo mentre si trovava a terra, intimando altresì al conducente del veicolo, rimasto ignoto, "ficcalo sotto, ficcalo sotto", "vai, vai", non riuscendo nell'intento per circostanze indipendenti dalla loro volontà, rappresentate dalla fuga repentina della persona offesa». 

Secondo il tribunale del Riesame, cui si sono rivolti gli avvocati Ceccarelli e Maietta, tale azione va ricondotta nell'alveo della violenza privata. Così, in riforma dell'ordinanza impugnata, il collegio presieduto dal giudice Filippo Steidl ha disposto la sostituzione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Peraltro lo stesso tribunale del Riesame dà atto che Barile, sin dal 2 di agosto, ha ottenuto i domiciliari (per cui il nuovo provvedimento di fatto non lo tocca) su disposizione dello stesso gip del tribunale di Frosinone.

Ai tre, inoltre, è contestata una seconda ipotesi di violenza privata per le minacce rivolte a uno dei fratelli allo scopo di sapere il luogo dove si trovava il congiunto. Infine, al solo marocchino è contestato il tentato incendio dell'autovettura nella quale si trovavano i fratelli e la fidanzata di uno dei due. Tale episodio, del 19 maggio, si riferisce al versamento, da parte del marocchino, del contenuto di una bottiglia di plastica, colma di carburante, all'interno e sulla carrozzeria della Bmw delle persone offese. Il marocchino avrebbe poi tentato, inutilmente, di appiccare il fuoco alla vettura con una cicca di sigaretta. Nell'ambito della stessa vicenda, anche se il fatto non è stato contestato a nessuno dei tre, sono stati esplosi alcuni colpi di pistola di notte all'indirizzo della vetrina della vetreria. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Frosinone che hanno ricostruito i vari episodi dei quali sono rimaste vittime le tre persone.