Avrebbero messo in ginocchio la comunicazione di un intero territorio, con quel furto che in pochissimo tempo aveva fruttato circa 1.500 euro. Ma per loro sfortuna l'attenzione dei carabinieri di Arce della Compagnia di Pontecorvo non ha permesso di completare il piano. E dopo un inseguimento sulla Casilina, sono stati arrestati. L'operazione dei militari della locale stazione della Compagnia di Pontecorvo guidata dal capitano Tamara Nicolai è scattata subito dopo il furto di quattro grosse batterie utilizzate per alimentare il ponte ripetitore (di una nota società di telefonia) situato a Colfelice. A insospettire i militari, già impegnati in un mirato controllo del territorio per prevenire reati predatori e di ogni altro tipo, la presenza di un furgone sospetto con a bordo tre uomini. Uno sguardo reciproco: questo è bastato per innescare un vero inseguimento sulla Casilina.

I tre di Secondigliano, di 22, 26 e 40 anni, hanno cercato di seminare in ogni modo i militari, sempre più vicini. Alle loro costole, poco dopo, le pattuglie erano diventate due: un'attività coordinata che ha praticamente messo con le spalle al muro i fuggitivi a cui è rimasto ben poco da fare. I tre napoletani (poi risultati con precedenti contro il patrimonio e in materia di stupefacenti) hanno provato anche ad abbandonare il bottino. Tutto inutile. I militari in poco tempo hanno bloccato i tre fuggiaschi, mettendoli in stato di fermo. E hanno recuperato l'intera refurtiva.

Misura convalidata
Ieri mattina la direttissima: per i tre, assistiti dall'avvocato Diego Troiano, il giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto accogliendo le richieste della difesa i domiciliari. L'avvocato Troiano ha, inoltre, chiesto i termini a difesa: si tornerà in aula il prossimo 18 ottobre. Nei confronti dei tre coinvolti, chiamati a rispondere di furto aggravato in concorso, anche l'emissione del foglio di via con il divieto di far ritorno a Colfelice per tre anni.