I casi sono due, distinti per persone coinvolte e luoghi. Paralleli nell'intervento dell'Arma e, soprattutto, nella violenza usata contro le vittime. Nonostante il ben chiaro ed esplicito divieto di avvicinamento emesso dal tribunale di Cassino, i due uomini non hanno tenuto minimamente in conto le conseguenze. E sono finiti entrambi ai domiciliari. Storie che rappresentano, purtroppo, il profilo di un fenomeno affatto circoscritto.

Pedinamenti e botte
Il quarantenne cassinate aveva scoperto il nuovo indirizzo della sua ex. Quel divieto di avvicinamento alla donna, emesso dal tribunale di Cassino, era finito forse in qualche cassetto.
E aveva ripreso a perseguitarla. La rottura con la ex convivente, da lei ricondotta proprio alle pregresse e inaccettabili molestie, aveva soltanto finito per accendere la miccia: nonostante il provvedimento, nonostante fosse già noto alle forze dell'ordine per maltrattamenti, lesioni e ingiurie, quell'impulso di raggiungerla si era dimostrato più forte di ogni cosa. E così, alla fine, l'aveva raggiunta al nuovo indirizzo. Una volta lì, ancora ingiurie e minacce. Ancora quella violenza che avevano spinto la donna a staccarsi, a cercare di allontanare quell'amore malato. Invece lui non voleva mollare la presa: almeno due gli episodi di reiterata violenza verbale e psicologica. Il terzo, invece, pure fisica: raggiunta ancora una volta sotto casa, come raccontato ai carabinieri, l'aveva picchiata colpendola al volto. Ovviamente non aveva lesinato sms, telefonate e pedinamenti da togliere il sonno. La vittima ha raccontato tutto agli uomini dell'Arma di Cassino che, raccolti gli elementi necessari, hanno relazionato tutto all'autorità giudiziaria. E così l'uomo è stato sottoposto ai domiciliari.

Un copione già conosciuto
Stesso copione, stessa gravità.I militari della Compagnia coordinata dal capitano Mastromanno e dal tenente Di Mario insieme ai colleghi della tenenza di Fondi hanno arrestato (su esecuzione di un analogo decreto del gip di Cassino) un ventenne di Fondi. Anche per il giovane il divieto di avvicinamento alla ex residente nell'hinterland di Cassino era carta straccia. Da gennaio, cioè da quando si erano lasciati continuava a raggiungerla ogni giorno sul luogo di lavoro. E poi ancora telefonate, pedinamenti, messaggi a ogni ora del giorno e della notte. Fino alla denuncia da parte della vittima: anche per il ventenne è, dunque, scattato l'aggravamento della misura, con l'applicazione dei domiciliari.