Don Gianni Bekiaris è colpevole ma non punibile perché i reati a lui contestati, per i quali il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sette anni di reclusione, sono ormai prescritti. Se il processo si fosse concluso un anno prima, il sacerdote avrebbe dovuto scontare la pena. Ma la lentezza della giustizia ha giocato a suo favore.

Lo confermano i giudici del tribunale di Frosinone nelle motivazioni della sentenza di proscioglimento di don Bekiaris del maggio scorso. Il religioso ha subito un processo per violenza sessuale perpetrata per anni su un suo parrocchiano sin da quando questi era un bambino, dall'età di circa otto anni. Secondo l'accusa le violenze ripetute avrebbero causato al bimbo un danno psichico irreversibile. I giudici frusinati, dopo aver acquisito attraverso una rogatoria il decreto di condanna emesso nei confronti di don Bekiaris dal tribunale canonico, hanno stabilito di non doversi procedere perché entrambi i capi d'accusa sono prescritti, ma nelle motivazioni ricostruiscono la vicenda processuale confermando le accuse mosse al prete. Secondo le quali quest'ultimo avrebbe continuato ad abusare il suo parrocchiano anche quando questo è diventato maggiorenne approfittando delle sue condizioni di inferiorità psichica, indotta proprio dal comportamento di don Bekiaris.

Il collegio giudicante ha inoltre considerato ininfluenti le dichiarazioni dei testimoni citati dal sacerdote a suo discarico, confermando invece la credibilità della parte civile per gli episodi avvenuti prima che il giovane si ammalasse. Don Bekiaris è stato prosciolto grazie al computo della prescrizione per i due reati contestati. Lo ha favorito l'incertezza sul periodo in cui sono terminati gli abusi, aspetto non è emerso con chiarezza nel processo.

Per il secondo capo d'accusa, quello di aver causato una malattia psichica insanabile al suo giovane parrocchiano, la sentenza è giunta fuori tempo massimo, altrimenti sarebbe scattata la condanna. Se la vicenda sul piano penale si chiude così, su quello civile potrebbe avere un seguito. L'avvocato della parte civile Carla Corsetti ha dichiarato: «Valuteremo nei prossimi giorni se agire in relazione al danno causato dalle condotte abusanti»