Alla fine ha trovato la forza per denunciare il proprio figlio che la picchiava. Una donna di Frosinone, tra i singhiozzi, ha preso il telefono e ha chiesto l'intervento della polizia per mettere fine a una storia di violenze domestiche. Lei una commerciante settantenne residente nella zona bassa del capoluogo, al culmine dell'ultimo episodio, ha detto basta. E ha chiesto aiuto al 113. Ma all'operatore non è riuscita a completare la frase. Ha fornito una serie di indicazioni di quello che aveva subito, ma poi la comunicazione si è interrotta bruscamente. Segno, probabilmente, che la violenza si stava ancora consumando.

Così dalla sala operativa della questura, compreso che non c'era tempo da perdere e dopo aver localizzato il luogo in cui la scena si stava svolgendo, inviavano due volanti sul posto. Queste sono entrate in azione per aiutare la donna. Gli agenti di Fabrizio Marandola, dirigente della sezione volanti della questura di Frosinone, hanno raggiunto e tranquillizzato la donna.
Quindi si sono fatti raccontare l'accaduto e hanno rintracciato l'uomo, T.G. Il quarantenne, nel frattempo, si era barricato all'interno del magazzino dell'attività commerciale.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l'uomo avrebbe aggredito la madre per estorcerle il denaro per acquistare la droga. E, pur non essendoci state denunce in precedenza, da quanto emerso nei primi atti dell'indagine, la donna sarebbe stata maltrattata in passato. L'uomo, secondo le accuse, non accennava a desistere dal suo comportamento violento e minaccioso anche in presenza degli agenti. Questi cercavano di calmarlo e, una volta riusciti nell'intento, lo hanno ammanettato e portato in carcere così come disposto dal magistrato di turno.
T.G. è accusato di rapina e maltrattamenti in famiglia.