Entrando nella collegiata di Santa Maria Maggiore, fedeli e turisti avranno notato l'assenza da qualche giorno di due opere d'arte che nobilitano la chiesa. Dalla piccola raccolta museale che si trova all'inizio della navata sinistra, infatti, mancano la scultura lignea della Madonna di Costantinopoli e il trittico del Redentore realizzato da Antonio da Alatri. Entrambi sono oggetto di restauri.

La natura dell'intervento
Il lavoro consta, essenzialmente, in un'operazione di pulizia e bonifica della statua, rimuovendo tutte quelle impurità e, soprattutto, le tarme e i tarli che, con il tempo, stavano danneggiando il legno. Il trattamento cui è stato sottoposto il prezioso complesso consiste nella sigillatura dello stesso in una "tenda" ermetica, poi nella somministrazione costante di anidride carbonica per ottenere l'anossia, ovvero l'assenza di ossigeno.

Mantenendo questa situazione per alcuni giorni, nessun microrganismo vivente, sia esso larva o uova di tarlo, riuscirà a sopravvivere. Si tratta di un trattamento non invasivo, che avrà una durata di 40 giorni, e che non danneggia l'oggetto trattato. A lavorare attorno alla Madonna di Costantinopoli è una restauratrice esperta: il lavoro è seguito dalla competente Soprintendenza ed è sostenuto a livello economico dalla Diocesi di Anagni-Alatri.

Al termine dell'intervento e comunque prima della fine dell'anno, la statua tornerà nella sua collocazione naturale, disposta secondo un nuovo allestimento, con nuove luci, che la renderà ancora più fruibile al pubblico: ad occuparsene sono stati chiamati i professori Paolo Culla e Mario Ritarossi per conto dell'associazione "Gottifredo" che ha offerto gratuitamente il progetto. Per il trittico di Antonio da Alatri, invece, è in corso una piccola operazione di pulizia, non essendo stata rilevata - fortunatamente - la presenza di insetti xilofagi nella tavola lignea.

Un capolavoro
La Madonna di Costantinopoli è stata realizzata da un anonimo artista tra il XII e il XIII secolo, condizionato dagli influssi dell'arte bizantina. La Vergine, solenne e severa nella sua immobilità, regge nella mano sinistra un uovo, simbolo di vita e resurrezione; il Bambino ha nella mano sinistra il rotolo della Legge ad evocare l'autorità divina