Tribunale da potenziare e rafforzare, la battaglia entra nel vivo. La convocazione al Consiglio giudiziario è arrivata: mercoledì prossimo il presidente del tribunale, il dottor Massimo Capurso; il procuratore, il dottor Luciano D'Emmanuele e l'Ordine degli avvocati di Cassino - presieduto dall'avvocato Gianluca Giannuchedda - porteranno il "caso Cassino" all'attenzione dell'importante organo collegiale dello Stato. E, non si esclude al momento, anche davanti al Consiglio superiore della Magistratura.

Con 16.000 procedimenti in più all'anno la pianta organica deve aumentare: una necessità che si traduce nel poter fornire risposte concrete a un territorio ampio e complesso, nelle mire di una criminalità organizzata che da tempo lo predilige per contiguità spaziale e per potenzialità (a metà strada tra Roma e Napoli) e a un passo dal mare.

Nelle more di una battaglia condivisa anche dall'Anm - sezione di Cassino l'Anm, scesa in campo contro la grave carenza degli uffici giudiziari di Cassino - è stata anche istituita una commissione permanente, con il coinvolgimento anche l'Ateneo, per produrre un documento da presentare al Ministero.

La pianta organica del tribunale di Cassino, mai adeguatamente aggiornata - neanche a fronte degli effetti derivanti dall'estensione di competenza del 2013 che ha attratto i territori del Sud-Pontino - ha portato a una media che va ben oltre la soglia indicata dal ministro della Giustizia (cioè quella di 1 giudicante ogni 10.000 abitanti) e ben oltre quella di molti uffici giudiziari limitrofi.