Il Tar di Latina ha accolto il ricorso presentato contro il Comune dalla signora Anna Lola Pagnani, difesa dall'avvocato Aldo Scicchitano, condannando l'amministrazione "al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell'apprensione (termine giuridico per significare che si viene in possesso di un bene senza la trasmissione tra le parti, ndr) e irreversibile trasformazione, al di fuori del legittimo procedimento di esproprio per pubblica utilità, delle aree di proprietà della Pagnani".
I terreni in questione si trovano lungo viale della Cartiera; hanno un'estensione di 49.724 metri quadrati.

Trent'anni fa il Comune autorizzò la loro occupazione temporanea e urgente "per un massimo di cinque anni" allo scopo di realizzarvi "l'ampliamento di un impianto sportivo polivalente di atletica leggera". Ora su quei terreni esistono gli impianti sportivi della facoltà di Scienze motorie di Cassino, il centro per anziani (in costruzione), parte del campo di calcio, area relax e strade. La sentenza ripercorre la storia dei terreni e della diatriba tra la proprietà e il Comune: Il Tar evidenzia che la costruzione delle opere (iniziata il 14 ottobre del 1989) determinò "l'irreversibile trasformazione".

Viene richiamato l'iter giudiziario seguito dalla Pagnani per riavere indietro i terreni e il conseguente risarcimento dei danni per illegittima occupazione e, se ciò non fosse stato possibile, veder acquistare i terreni dall'amministrazione e relativo pagamento del "valore venale del bene da computarsi dal momento della trasformazione, con rivalutazione degli interessi legali, oltre al maggior danno, sino all'effetti vo soddisfo, oltre agli interessi".

Il primo atto giudiziario fu proposto al Tribunale di Cassino (nel marzo 2006) che nel 2010 si dichiarò incompetente suggerendo di rivolgersi al Tar di Roma, cosa che avvenne nel 2014.Anche il Tar di Roma ammise l'incompetenza in favore di quella del Tar di Latina dove fu presentato il ricorso nel gennaio 2018. E ora la sentenza: il Tar ordina al Comune l'acquisizione non retroattiva dei terreni assegnando 60 giorni di tempo e avvisando che se non lo fa, dovrà restituire i terreni ai proprietari. Inoltre lo condanna a risarcire il danno da occupazione illegittima.