Una folla commossa si è stretta ieri attorno alla famiglia Di Palma per l'ultimo saluto a Franco, l'operaio di cinquantasette anni che ha perso la vita schiacciato da una montagna di terra nel cantiere dove stava lavorando venerdì scorso nelle campagne di Ripi. Il feretro è giunto in mattinata in paese dall'obitorio di Frosinone, dove nei giorni scorsi è stata eseguita l'autopsia disposta dalla procura di Frosinone che indaga sul tragico incidente. Alle 11 la celebrazione del funerale nella chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, colma di compaesani accorsi per stringersi attorno alla moglie Antonella, ai due figli, ai nipotini e agli altri familiari toccati così profondamente da un lutto inaccettabile come quello di una morte bianca, avvenuta sul posto di lavoro.

Tanto più se la vita strappata è quella di un uomo buono, perbene, come Franco Gabriele Di Palma, che tutti in paese descrivono con il sorriso stampato sulle labbra, sempre pronto e disponibile, una persona adorabile. Lunga e toccante l'omelia del parroco don Alessandro Rea, che ha riflettuto sul terribile dolore dei familiari, sui dubbi e le domande che si pongono durante la durissima prova a cui sono chiamati. Si è rivolto in particolare ai due figli, dicendo loro che nulla è perduto e che l'operato del padre, che è la colonna portante della famiglia, continua attraverso le azioni dei figli.

La cerimonia si è svolta nel più assoluto silenzio, segno tangibile del cordoglio collettivo di un'intera comunità.
Poi la salma è stata tumulata nel cimitero del paese. Un paese ancora sotto shock per la tragica escalation di morti sul lavoro che in meno di un mese ha portato via due suoi concittadini. Prima l'incidente del 5 agosto sull'autostrada A14 con la morte del quarantacinquenne Salvatore Vani, ora quest'altro terribile lutto. Durante le esequie, come disposto dal sindaco Pierino Liberato Serafini, è stato osservato il lutto cittadino.