Ancora cuccioli abbandonati a Fontana Fratta. I residenti chiedono controlli e telecamere all'imbocco della provinciale Incoronata. Le povere bestiole vengono lasciate nei campi o in strada da ignoti senza scrupoli. Le segnalazioni corrono sul web, foto di intere cucciolate in cerca di padroni pronti all'adozione. Ma non sempre c'è un lieto fine.

«Siamo zona di passaggio e periferica – commentano alcuni residenti- perciò chi vuole sbarazzarsi di un cane viene da noi, o prosegue per Prato di Campoli». Il copione è sempre lo stesso: padroni che non sterilizzano il proprio animale domestico e si rendono conto troppo tardi di non potersi occupare dei cuccioli. Così dopo aver provato inutilmente a regalarli, decidono di abbandonarli dove capita, solitamente in campagna. E niente di più facile attraversare la provinciale Incoronata e raggiungere Fontana Fratta. I contenitori di cartone pieni di cagnolini indifesi vengono lasciati vicino la chiesa.

«Gli animali affamati iniziano a vagare –spiegano gli abitanti della zona- e molte volte finiscono sotto le auto di passaggio. E' una sorta di rituale che si ripete soprattutto a primavera e in estate, quando ad essere abbandonati sono anche i cani anziani, magari malati». Cresce così la piaga del randagismo. «Poi ci sono persone dall'animo grande che inteneriti li prendono con sé. O gente che ogni giorno si reca a rifocillarli e a controllare che siano ancora vivi, in attesa che vengano adottati». Storie belle ma anche storie brutte.

Ormai a Fontana Fratta non se ne può più di questi abbandoni sconsiderate, servono soluzioni adeguate. «Siamo veramente stanchi di assistere al viavai di auto che abbandonano poveri animali indifesi –commentano alcuni- la situazione è diventata insostenibile>. Altri due cuccioli sono stati trovati ieri da un passante. Sono in buona salute, ma che fine faranno senza un padrone? <Non possiamo da soli risolvere il problema ed è impossibile rintracciare i proprietari. È necessario l'aiuto di tutti gli organi competenti, abbandonare un animale è reato».