È il giorno del lutto per un paese ancora sotto shock. Due morti così inaccettabili, mentre si lavora, in meno di un mese. Due fulmini improvvisi e devastanti su un'estate che pareva correre via liscia, come sempre, con il borgo che si ripopola grazie alle famiglie rientrate dall'estero per le vacanze.

Prima la tragedia del 5 agosto sull'autostrada A14, quando il quarantacinquenne Salvatore Vani venne travolto e ucciso da un tir insieme al suo collega Antonio Pizzutelli di Piglio mentre rifacevano le strisce della segnaletica, poi l'altra pugnalata al cuore della comunità con la disgrazia di venerdì pomeriggio a Ripi, dove Franco Gabriele Di Palma, cinquantasette anni, ha perso la vita schiacciato da una montagna di terra nel cantiere dove stava lavorando.

Era all'esterno dell'abitazione di via Porciri che doveva essere ristrutturata per ospitare una casa di riposo; stava operando con altri colleghi sullo scavo di drenaggio quando all'improvviso la terra gli è franata addosso uccidendolo.

Una tragedia per la quale sono indagati dalla procura della Repubblica di Frosinone i proprietari dell'edificio in ristrutturazione, marito e moglie, e il titolare dell'impresa edile di San Giovanni Incarico per cui Franco lavorava. Lunedì è stata effettuata l'autopsia, i cui risultati forniranno agli inquirenti importanti indicazioni sulle cause della morte e anche sulla dinamica dell'incidente.

Oggi il paese, per la seconda in poche settimane, piangerà. Stringerà la famiglia dell'operaio, la moglie Antonella, i due figli, i nipotini e gli altri parenti in un abbraccio ideale per testimoniare il dolore collettivo per una morte così terribile e ingiusta. Il funerale è fissato per le 11 nella chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.

Ad attendere la salma, rimasta esposta ieri all'obitorio di Frosinone, ci sarà il parroco don Alessandro Rea che celebrerà la cerimonia funebre. Il sindaco Pierino Liberato Serafini ha proclamato il lutto cittadino per la durata delle esequie