"Bed & breakfast", controlli in vista per le strutture nate a seguito del fenomeno del momento. Era nell'aria, e dopo gli accertamenti che avrebbero già effettuato in comune, i militari del Comando Guardia di Finanza anagnino potrebbero effettuare presto blitz ed accertamenti. Il "bed & breakfast", così come gli agriturismi per il settore ristorazione, sono stati la risposta alle difficoltà nel campo dell'ospitalità alberghiera. Questa forma di struttura ricettiva ha costituito la risposta ad un turismo non particolarmente dispendioso, per quelle persone che non potevano permettersi un hotel o semplicemente per chi vuole sfruttare la struttura il meno possibile, in modo da avere più tempo (e più soldi) da spendere sul territorio. Infatti chi opta per questa soluzione, sa di poter contare su una camera da letto e sulla prima colazione.

Il ministero delle finanze ha stabilito, con la risoluzione numero 180 del 1998, che un'attività di pernottamento e prima colazione saltuaria è esclusa dall'applicazione dell'Iva, e anche il fatto che il nuovo codice del turismo non abbia stabilito i requisiti per parlare di "b&b" familiare oppure di "b&b" imprenditoriale (limitandosi a affermare che può esservi una distinzione) non è stato un vantaggio, e si starebbe cercando di fare chiarezza per superare le difficoltà di interpretazione e di applicazione delle regole fiscali.

Le leggi regionali (Lazio) 13 del 2007 e 16 del 2008 prevedono un massimo di 3 camere per 6 ospiti massimo, i quali non possono soggiornare oltre i 90 giorni. È previsto un periodo di inattività di almeno 120 giorni all'anno, consecutivi o meno. Se però il B&B si trova ubicato in un paese che non abbia altre strutture turistiche, tale periodo si limita a 90 giorni. A Palazzo d'Iseo giacciono numerose nuove richieste di apertura, e forse proprio da questo è scaturita l'esigenza di un accertamento generale.