Inutile illudersi. La cassa integrazione comunicata a poche ore dal rientro in fabbrica degli operai, dopo il lungo stop estivo, rappresenterà una costante. «Sarà così anche nel 2020», ribadisce Mirko Marsella, segretario della Fim Cisl. Proprio come ipotizzato da tutti, sindacati e non.

«I livelli di volumi delle Alfa che si producono sono questi, serve un nuovo modello per ridare un po' di respiro». Anche i sogni di gloria con il suv Maserati o l'ibrido di Giulia e Stelvio andranno a regime solo col tempo. «Sì, le produzioni non inizieranno subito».

E i sogni gloriosi di Marchionne, invece, di fronte a cosa si sono infranti?
«Tra gli aspetti, c'è la situazione a livello internazionale. Queste auto dovevano essere venute sicuramente in Italia e in Europa ma dovevano essere vendute soprattutto in America e in Cina. Era un mercato ampio, a livello economico, e in forte crescita. Lì c'e stato il fattore che ha inciso molto sulle produzioni.

E, poi, un segmento medio-alto prima non era presente in Fca, così si è avviata una grande sfida ma una "aggressione" di quel mercato con soli due modelli, forse, è stato poco. Magari c'era bisogno di un impegno maggiore».

L'indotto sta provando a resistere, ma soffre. Che chance ha chi ha finito gli ammortizzatori sociali?
«Poche chance di sopravvivenza - continua Mirko Marsella - perché i tempi dei nuovi modelli si allungano e non hanno grosse possibilità di restare aperti. Parliamo di realtà piccole che chiudono e nessuno sa nulla. I numeri sono anch'essi piccoli ma dietro a quei numeri ci sono persone e famiglie.
Questo è l'indotto diretto ma poi c'è il territorio che soffre quando Fca non lavora, perché non c'è spesa».
Così la stoccata finale: «Tanti tavoli sono stati aperti ma non si è fatto mai nulla, si è solo chiacchierato e non si è risolto nulla»