Sbarcare a Cassino è come sbarcare sulla luna! Eccezion fatta per le facili associazioni con i "crateri" che persistono in parecchie vie o marciapiedi urbani, ma l'immagine calza a pennello per un turista alla ricerca di storia, cultura, piatti tipici e servizi. Se trovare un info point è una impresa che non vale proprio la pena intraprendere, pura utopia è anche augurarsi di imbattersi in qualche bel percorso che tenga le fila dei beni culturali o della storia che ha reso la terra benedettina famosa nel mondo o del passaggio devastante della linea Gustav.

Persistono solo gli sforzi di alcuni, associazioni in primis ma anche singoli, che da tempo hanno intuito la necessità di agevolare la conoscenza e la scoperta del territorio e creano opportunità in grado di guidare o attirare i turisti, di valorizzare cultura e bellezze.

Dibattito, nei giorni scorsi, sulla necessità di smarcarsi da una centralità esclusiva del comparto metalmeccanico che costringe una vasta area intercomunale a vivere di "luce" riflessa (o del "buio" della cig come pure della mancanza di nuovi modelli), per ripensare piani di crescita e di sviluppo che avrebbero ottime basi di partenza nelle ricchezze culturali e nella posizione geografica baricentrica. Perché, la verità, è che i turisti circolano ma il "turismo" è il grande assente!
La sola abbazia attira, in media, tra i 250.000 ai 300.000 visitatori annui che arrivano da tutta l'Europa ma salgono sul sacro monte anche studenti, ad esempio, americani.

La posizione
Daniele Miri, da imprenditore sbarcato a Cassino da Maranello e prossimo a presentare la birra prodotta all'Albaneta, ha più volte descritto i limiti di una realtà che potrebbe viaggiare a ben altra velocità.

Perché una terra così ricca non si è mai "sviluppata" da un punto di vista turistico?
«Cassino pensa, ad esempio, che automaticamente dall'abbazia debbano scendere i turisti a valle. È, invece, la città avrebbe dovuto, o farebbe sempre in tempo a farlo, cogliere queste opportunità. Ma bisognerebbe analizzare i fattori e rivolgersi a persone con specifiche competenze, con piani ragionati, per mettere in rete le bellezze che ci sono, che vanno valorizzate e rese fruibili con i giusti servizi per poi capire come meglio rispondere alle esigenze delle persone che girano.

Quando si va in un luogo altrove, all'estero, il "turista viene preso in braccio" con servizi, agevolazioni, attrattive. E, soprattutto, tutt'intorno c'è decoro urbano. All'estero c'è un sistema integrato da quando scendi dall'aereo, dal treno o dal pullman, vieni accompagnato in tutto, non vieni lasciato da solo a cercare le bellezze di un territorio, talvolta anche tra spine e immondizia! Lo stesso accade anche in parecchie città italiane. Va "rivoluzionato" un sistema ma con personalità competenti per un progetto degno di questo nome». E, intanto, presto ci sarà l'attesa inaugurazione della birra dell'abbazia ma anche una conferenza proprio sul tema turistico.

Sul fronte comunale
In Comune non stanno a guardare. Sui tavoli degli assessorati del settore ci sono progetti specifici per tentare la carta dei servizi come pure c'è uno sforzo di valorizzazione di quei privati che, sul fronte culturale o sportivo, hanno messo in moto iniziative di successo. E capaci di attirare turisti. Il problema, più di sistema e di mentalità che del singolo comune, quanto meno è finito sottola lente