Il fuoco cova sotto la cenere. Ancora una volta il celebre detto è stato profetico. Ieri nel primo pomeriggio il fuoco è tornato ad ardere tra Alvito e San Donato Valcomino, proprio lì dove per cinque giorni, tra il 18 e il 23 agosto scorsi, aveva tenuto in scacco decine di uomini e mezzi tra vigili del fuoco, volontari della protezione civile, elicotteri e canadair.

Il punto d'avvistamento delle fiamme e del fumo è stato lo stesso del primo giorno, in località Tre ponti, lungo la regionale 509 per Forca d'Acero: immediato l'allarme con le prime squadre d'intervento che hanno raggiunto il punto. Subito dopo è giunto un elicottero partito da Pescara che ha iniziato a fare i primi lanci, seguito da un secondo elicottero dei carabinieri forestali.

A loro è toccato fare la spola con un bacino idrico situato in territorio di Alvito, in località Fontana Vitola, dove fare rifornimento d'acqua, portarla in quota e scaricarla sulle fiamme. A terra squadre di vigili del fuoco e di volontari ritornati sul posto dopo neanche tre giorni dallo spegnimento del primo rogo.

Il sottobosco resta ancora troppo folto di aghi di pino e di tronchi e rami caduti per il maltempo e le intemperie dello scorso inverno, inneschi preferiti dalle fiamme che, evidentemente, covavano sotto la cenere prodotta dal fuoco appena spento e che la pioggia (poca) non era riuscita a raffreddare del tutto.

La ripresa delle fiamme, infatti, è avvenuta in una zona dove era avvenuto lo spegnimento nella settimana scorsa: evidentemente, dicono dal fronte del fuoco, qualche tronco si era mantenuto ardente. Comunque, il perimetro esterno dell'area interessata è stato messo in sicurezza con i lanci d'acqua proprio per circoscrivere al meglio la zona delle operazioni di spegnimento.

Per tutto il pomeriggio e fino a sera i soggetti coinvolti nelle operazioni hanno lavorato senza sosta per riportare l'area e la strada che l'attraversa sotto controllo e metterla in sicurezza