Riusciva a rintracciarli pure nelle strutture protette dove venivano, di volta in volta, spostati. E dall'agosto dello scorso anno, sembrava aver concentrato tutti i suoi sforzi per rintracciare l'ex moglie e i due figli minori.

Quasi un'ossessione, vista la costanza con cui si rimetteva sulle loro tracce subito dopo un cambiamento di struttura. Ieri i carabinieri del Radiomobile di Cassino, insieme ai colleghi di Atina, hanno notificato al trentacinquenne campano - della provincia di Napoli (già detenuto per contestazioni relative a maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, furto, truffa, minacce ed evasione) - il provvedimento cautelare in carcere emesso dal Gip di Napoli.

Un provvedimento che scaturisce da quanto accaduto lo scorso 15 agosto: in quella occasione, l'uomo già destinatario del divieto di avvicinamento all'ex consorte nonché ai due figli minori (emesso nel giugno 2019 dal tribunale per i Minorenni di Napoli) e con il quale, inoltre, gli veniva sospesa anche la responsabilità genitoriale, veniva bloccato dai militari mentre stava raggiungendo la struttura protetta che ospita la donna e i due bambini. I successivi accertamenti hanno consentito di accertare che episodi simili si ripetevano ormai da almeno un anno.