L'esperienza induce a essere cauti, ma l'incendio sulla regionale 509 sembra essere stato definitivamente spento. Ieri solo lanci d'acqua con elicotteri e canadair sugli ultimi focolai e lungo il perimetro della linea del fuoco così da mettere in sicurezza le zone esterne al circolo non raggiunte dalle fiamme.

Ma tra sabato notte e giovedì il fuoco divampato a più riprese sulla montagna tra Alvito e San Donato Val Comino ha messo a dura prova l'opera dei vigili del fuoco e dei volontari accorsi in massa nel teatro delle operazioni. Presenti in forze le squadre dei vigili del fuoco di Sora e quelle dell'Antincendio boschivo regionale, mentre le squadre di volontari della protezione civile sono giunte da ogni parte della provincia e anche oltre: Atina, San Donato Valcomino, Settefrati, Vicalvi, Pescosolido, Arpino, Vds Cassino, Piedimonte San Germano, Roma, Pc Ariccia, Aprilia e Zagarolo oltre a Ippogrifo, Anvvfc Augustus e VII Gruppo.

Insomma, un piccolo ma determinatissimo esercito per contrastare un nemico che ha mostrato forza, tenacità e durata come il pauroso incendio divampato alle 3.25 di domenica scorsa. Nella mattinata di ieri sono stati effettuati lanci d'acqua di assestamento fin quando, nel primo pomeriggio, un temporale ha completato l'opera di messa in sicurezza non solo del bacino d'incendio ma anche di tutta l'area lungo il pendio della montagna, spazzando via fuliggine e polvere. Pioggia arrivata come a suggellare l'intensa opera di spegnimento durata continuativamente per ben cinque giorni.

Ora il pensiero va alla conta dei danni: ettari di bosco d'alto fusto andati in fumo e flusso turistico da e per il Parco nazionale d'Abruzzo inceppato per quasi una settimana. L'incendio deve far riflettere su come essere pronti e preparati per evenienze del genere partendo dall'ottima soluzione logistica di avere una vasca mobile per permettere agli elicotteri di rifornirsi di acqua (nel campo sportivo di San Donato).