Prima la morte di suo nipote, finita al centro di una storia terribile e di un'inchiesta tutt'ora aperta, costellata di mille dubbi, dove tra i maggiori indiziati arrestati con una terribile accusa c'è anche la figlia Donatella Di Bona, in carcere con Nicola Feroleto, padre della piccola vittima. Sospettati di aver ucciso il piccolo Gabriel. Poi il sequestro, disposto dalla magistratura, dell'abitazione in zona Volla e il suo trasferimento a San Donato dove risiede parte della sua famiglia.

Ora, insieme al figlio, è tornata a Piedimonte forse a seguito di questioni personali e familiari. E cerca una casa in cui poter restare fino al dissequestro dell'immobile mentre attende che si faccia chiarezza sulla morte del nipote. Il Comune si è attivato con prontezza e già da alcuni giorni ovvero da quando la signora Antonia è tornata in paese l'ha collocata in una struttura ricettiva. I Servizi sociali, con l'impegno diretto del sindaco Gioacchino Ferdinandi stanno cercando una soluzione consona: pensare a una collocazione in case Ater (dove le graduatorie sono blindate) è tecnicamente impossibile. Ma dal momento che Antonia usufruisce stando ai riscontri degli uffici comunali del reddito di cittadinanza, potrebbe essere affittata temporaneamente l'abitazione di un privato che possa mostrare buon cuore e offrire una soluzione tampone: questo l'appello dell'amministrazione Ferdinandi che si è rimboccata ancora una volta le maniche.

E dopo la collocazione nella struttura ricettiva, non ha mollato la presa. Anzi. Sta cercando concretamente di aiutare nonna Antonia e suo figlio, già colpiti da un lutto e da un dolore tanto grandi. La signora Antonia, finita suo malgrado sotto i riflettori nazionali dopo il clamore del terribile fatto di cronaca che l'ha direttamente toccata, non ha voluto più rilasciare commenti.
Schiva e lontana dai media, per questioni personali è tornata a Piedimonte e spera in qualche risposta positiva al suo appello. «Ora siamo ospiti, grazie al Comune (ndr) di un hotel di Piedimonte. Cerchiamo una casa, siamo solo due: mio figlio ed io». L'appello della signora Antonia, privo di commenti e di giri di parole, e l'impegno del Comune potrebbero consentire di trovare in poco tempo una soluzione. L'inchiesta, invece, resta aperta e la magistratura sta continuando a scavare per cercare la verità sulla morte atroce del piccolo Gabriel.