Si concentrano su una donna dell'aretino i sospetti di essere stata autrice o coautrice delle minacce e intimidazioni che sono state denunciate alla polizia da uno degli spettatori di un concerto di beneficenza, svoltosi nel capoluogo a luglio scorso, soltanto perché pare stesse indossando, in quella occasione, una maglia con il logo di "Cinema America". Mercoledì scorso, infatti, gli agenti della Digos della Questura di Frosinone, in collaborazione con i colleghi di Arezzo, hanno eseguito nella provincia toscana una perquisizione nei confronti di una giovane donna, E.G., originaria del luogo, ritenuta simpatizzante del movimento della destra radicale Casa Pound Italia.

A coronamento di una complessa attività investigativa svolta dalla Digos di Frosinone, la ragazza è stata individuata come una componente del gruppo di attivisti politici che, lo scorso 27 luglio, durante un concerto di beneficenza che si stava svolgendo in piazza Sandro Pertini, non molto lontano dalla stazione ferroviaria del capoluogo, con minacce ed intimidazioni avrebbe costretto uno degli spettatori ad allontanarsi dalla piazza soltanto perché indossava una t-shirt con il logo del noto "Cinema America".

Una volta allontanatosi dal luogo, secondo la ricostruzione dello svolgimento dei fatti operata dagli inquirenti, il giovane fu nuovamente avvicinato dai simpatizzanti di Casa Pound e l'indagata, protetta dai suoi compagni, gli avrebbe strappato la maglietta con l'intento di fargliela togliere. La perquisizione, effettuata dalla Digos, ha consentito di trovare utili conferme alle indagini condotte nonché supporti indiziari per l'identificazione degli altri corresponsabili. Nei prossimi giorni, quindi, potrebbero esserci delle importanti novità per la ricostruzione definitiva di quanto accaduto il 27 luglio.