Tornano le acque rosse in zona Spineto e torna l'emergenza, insieme a una nuova ordinanza da parte del sindaco: ieri il primo cittadino, Roberto Angelosanto, ha firmato il provvedimento che impedisce «la coltivazione, il pascolo e l'emungimento di acque nella zona interessata, in località Spineto». «Si tratta di un provvedimento preso in via cautelativa, in attesa che arrivino i risultati dell'Arpa che ha prelevato sabato dei campioni - ha dichiarato il primo cittadino la tutela della salute pubblica deve sempre restare al primo posto. Ma occorre fare una precisazione: l'allarme è legato alla presenza di acque di color rosso ma non al fatto che in quella zona ci siano coltivazioni.

Proprio su quelle particelle, non c'è alcun tipo di coltivazione: per questo vogliamo evitare che, intanto, si creino inutili allarmismi con una dannosa ricaduta per i nostri agricoltori. Fondamentale, però, conoscere cosa provochi quelle colorazioni anomale: tra un mese, o poco più, la verità». Il problema delle acque rosse in località Spineto, a cavallo tra i territori di Cassino e Sant'Elia Fiumerapido, non è cosa nuova. Sulla questione, balzata agli onori delle cronache grazie all'attività mai sopita degli ambientalisti, è stata aperta anche un'indagine volta a far luce sulla possibilità che quella colorazione anomala non sia legata alla composizione stessa del terreno. Bensì a un illecito smaltimento che ha intaccato le falde acquifere.

Di quelle acque color ruggine era in effetti rimasta, lungo gli argini, una fanghiglia melmosa, ovviamente rossa. Invece ora il fenomeno si è ripresentato, più preoccupante che mai. La nuova segnalazione è scattata sabato, grazie a un residente. Subito sul posto i carabinieri forestali, gli ambientalisti e il sindaco Angelosanto, oltre all'Arpa che ha provveduto ad effettuare nuovi campionamenti.