Il fronte che dà manforte alle parole di don Donato Piacentini sui migranti può mettersi l'anima in pace: i cinque giovani richiedenti asilo attesi in città arriveranno lo stesso. E lo faranno presto. Verranno accolti in un appartamento, ospiti di un centro d'accoglienza straordinaria (Cas) che ne gestirà la permanenza. L'annunciato arrivo dei ragazzi di colore ha sollevato non poche critiche, con gli abitanti del condominio in questione pronti alla mobilitazione. L'avvocato Giuseppe Megale, legale della proprietaria dell'appartamento che li ospiterà, ha voluto precisare come sono andate le cose.

«Con pec del 13 giugno scorso, sia l'amministratore del condominio che il sindaco di Sora sono stati informati che sarebbe stata attivata una struttura Cas nel condominio in questione per la gestione di cinque richiedenti asilo - spiega l'avvocato -.In particolare al primo cittadino veniva precisato che il numero dei richiedenti asilo gestiti nel comune non sarebbe aumentato in quanto il nuovo Cas andava a sostituirne un altro che sarebbe stato dismesso. A tale comunicazione non è stato dato alcun seguito e, pertanto, il 24 giugno la mia cliente ha stipulato un contratto di locazione di durata quadriennale», sottolinea l'avvocato che i primi di luglio ha preso parte a due assemblee condominiali in cui si era prospettata la possibilità di una soluzione condivisa tra la cooperativa e i condomini.

«Il 6 agosto, però - riprende l'avvocato Megale - i condomini, con nota di un legale da loro sottoscritta per ratifica e accettazione, hanno comunicato alla mia assistita che: "pur riconoscendo la legittimità del contratto di locazione da Lei stipulato con la Cooperativa, negano la propria disponibilità all'accoglienza, ponendo alla base del parere negativo molteplici elementi. Vengono innanzi tutto sollevate delle rimostranze sotto il profilo della sicurezza dello stabile, in quanto la locazione dell'unità immobiliare a soggetti stranieri richiedenti asilo pone inevitabilmente dei problemi afferenti alla presenza di individui non bene identificati che accedono liberamente allo stabile.

Appare poi opportuno precisare che, in aggiunta alle normali problematiche di compatibilità tra persone appartenenti a culture, lingue, finanche religioni e costumi sensibilmente differenti, che potrebbero provocare non pochi disagi alla serena convivenza tra i migranti ospiti nel Cas e i condomini, si rilevano problematiche di carattere sociale e di salute degli abitanti del palazzo. Nello stabile, infatti, sono presenti ragazze adolescenti ed anziani che potrebbero avere difficoltà ad integrarsi con gli immigrati per ragioni di sesso e differenza anagrafica. Ben più grave è poi la presenza sullo stesso pianerottolo di una giovane famiglia con un bambino di appena tre anni e mezzo che ha da poco subito un intervento per cui necessita ogni giorno di grande tranquillità. I miei clienti nutrono altresì forti perplessità in merito al rispetto delle normative in materia di requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione.

In ultimo si pone poi l'attenzione sull'inevitabile deprezzamento degli appartamenti presenti nell'immobile in conseguenza della destinazione a Cas di una delle abitazioni all'interno dello stabile e del danno economico che i proprietari degli appartamenti e dei locali commerciali subiranno stante che gli attuali conduttori hanno già espresso la loro intenzione di abbandonare lo stabile". La nota si conclude con la riserva di adire le competenti autorità giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti e subendi». Opposizione che l'avvocato Megale contesta.