Sarà intitolato a Osvaldo Bruni il parcheggio lungo via Berni a ridosso dell'impianto sportivo di calcio "Caslini". La cerimonia è in programma sabato 24 alle 19, alla presenza del sindaco Pierluigi Sanna.

Ed è proprio il primo cittadino a spiegare l'iniziativa. «Era un vecchio impegno ricordare la memoria di Osvaldo Bruni. Si diceva sempre e non si faceva mai – ha detto Sanna –Alla fine ho deciso di farlo io e di intitolargli il piazzale davanti allo stadio Caslini di via Berni dove gioca il Colleferro. In una comunità fortemente classista, dove tutto girava intorno alla BPD, chi non era "figlio della fabbrica" aveva poco spazio ovunque, anche in campo sportivo. Bruni e la sua "Comunale" erano invece esempio di accoglienza, di coinvolgimento calcistico di tutti i bambini e i ragazzi a prescindere dal mestiere dei loro genitori e dalla loro condizione sociale. A Bruni, anzi a "Sor Bruni", piaceva il calcio; il calcio bello che rimaneva a guardare per ore con le mani sotto il mento. La città lo ricorderà insieme a me il 24 agosto, unanime e grata».

Osvaldo Bruni era una persona conosciutissima e stimata da tutta la comunità, soprattutto dai ragazzi. Spesso lo si vedeva in giro per i prati nella "neonata" città dove si radunavano i ragazzi per tirare calci al pallone. Lui era lì, guardava, vedeva e poi li portava su un vero campo a correre dietro alla palla. A lui si deve la fondazione della squadra di calcio Us Colleferro (ex comunale). «Tolse dalla strada tanti bambini –ricordano in molti a Colleferro – Era una bravissima persona. Io l'ho conosciuto quando faceva il segretario della società».
L'intitolazione del parcheggio avverrà in occasione dell'apertura della manifestazione "Cinema all'aperto".

Ma chi era Osvaldo Bruni? Era nato a Morino nel 1907 e aveva vissuto a Roma fino alla fine della seconda guerra mondiale. Poi per motivi di lavoro si era trasferito a Colleferro. Sempre appassionato di sport, in particolar modo del calcio, con l'aiuto dell'allora sindaco Biagio della Rosa, era riuscito a ottenere un pezzo di terra per costruire un campo sportivo. In breve tempo il campo fu realizzato e disponibile per le partite, tutto questo senza ottenere finanziamento ma con il solo aiuto di pochi volenterosi. Curò questa passione fino agli anni 90 quando ormai anziano decise di ritirarsi. È morto a Colleferro il 4 novembre del 1996.