Non si spegne il clamore intorno alla figura di don Donato Piacentini, il prete anti-migranti. Addirittura ieri gli è arrivato il riconoscimento di Roberto Fiore, leader del partito di estrema destra Forza Nuova che gli ha tributato un "riconoscimento" ad honorem: «Don Donato è uno dei tanti parroci e sacerdoti italiani che conosce la realtà. Ma è uno dei pochi che ha il coraggio di parlare. A lui offro la tessera ad honorem di Forza Nuova».

La giornata
Anche ieri è stata una giornata campale per la città e per il suo parroco, che continua a dividere l'opinione pubblica. C'è chi gli urla di vergognarsi e chi lo vorrebbe vescovo mentre lui, forse, si dice pronto a chiedere scusa se necessario, per poi trincerarsi dietro un nuovo silenzio continuando a celebrare le messe in città. Sotto scorta, però. Ieri mattina è stato organizzato un sit-in fuori la chiesa di Santa Giovanna Antida dove il prelato, dopo esser stato contestato prima della funzione religiosa, ha celebrato la santa messa. Ad attendere don Donato, armati di striscioni, cittadini e rappresentanti del gruppo Aspagora e associazioni amiche, che non hanno affatto digerito le affermazioni dei giorni scorsi del prete.«Vergognati. Vergogna», gli hanno urlato davanti alle telecamere delle reti nazionali. Lui non ha replicato.

I fedeli non hanno gradito la presenza dei manifestanti e dei giornalisti: «Noi tuteliamo il nostro parroco. Deve essere lasciatoin pace, eanche noi non vogliamo che si alimentino chiacchiere. Don Donato aiuta tante persone, il suo discorso è stato travisato». Ad arrivare, pochi minuti dopo l'inizio della messa, le forze dell'ordine per monitorare la situazione cheè statacomunque pacifica. A reggere lo striscione "Siamo tutti sulla stessa barca italiani e stranieri" anche l'assessore Laura Palleschi di Isola del Liri. In via Piemonte sono giunte due pattuglie dei carabinieri e due della polizia. Presenti il dirigente del commissariato di Sora Paolo Gennaccaro e il capitano della compagnia dei carabinieri della città volsca Valentino Iacovacci che hanno scortato, insieme agli agenti in divisa, il prete fino all'ingresso in auto. 

Una "star", don Donato, che unisce e divide le folle. All'uscita della chiesa uno scrosciante applauso l'ha salutato. «Hai ragione. Hai fatto bene. Don Donato vescovo. Siamo con te», questele parole a sostegno del prete urlate ieri mattina. Di idea diversa il gruppo di manifestanti che hanno accolto l'uscita del sacerdote dalla chiesa in silenzio, con le mani unite in un'unica catena umana. Insomma i figli dello stesso Dio divisi da chi dovrebbe invece solo aggregare.