«Pensiamo agli italiani». Ieri pomeriggio don Donato Piacentini, dalla sagrestia della chiesa di San Giovanni nel cuore di Canceglie ha scelto di non aggiungere altro, ma la sua idea è chiaramente ferma. Di sicuro, il prete "salviniano", come è stato ribattezzato dal vespaio social e mediatico che ha scatenato, ha spaccato l'Italia solleticando la "morbosità politica" di un popolo che ormai sale sulle barricate per ogni cosa. Il parroco, nella sua poco "ortodossa" predica durante la festa di San Rocco di venerdì scorso, probabilmente non avrà pensato di poter suscitare un vespaio con la sua esternazione anti-migranti, «quelli con le collanine d'oro e i telefonini», diventando improvvisamente la "star" dei sovranisti di casa nostra. Il primo a incoronarlo è stato il senatore dei FdI Massimo Ruspandini con un post su Facebook.

Ma il sacerdote sorano sembra avere delle "simpatie leghiste" visto un post, sempre su Fb risalente al 2018, dove addirittura chiedeva un contatto diretto con il ministro Salvini. Una fake? Don Donato non smentisce.  Ovviamente la diocesi del vescovo Antonazzo non ha gradito l'acuto del suo parroco e con una nota, pur senza mai citarlo, ha messo i puntini sulle "i". Intanto ieri Don Donato ha celebrato la santa messa a San Bartolomeo, in una Sora presa d'assalto dai cronisti. E dove una troupe è stata allontanata dalla "scorta improvvisata"del sacerdote.

L'Italia, dunque, si è divisa in due: c'è chi è pro e chi è contro il pensiero del sacerdote e tantissimi sono stati i commenti sui social, causati dai trentatré minuti di video, quelli girati da un sorano che era presente in piazza San Rocco durante l'omelia, e che ha chiaramente non condiviso le parole del sacerdote urlando: "Vergognati!". E quello che hanno raccontato ieri i residenti di Canceglie, in riferimento alla troupe Mediaset che voleva intervistarlo, testimonia il clima teso che si è venuto a creare in città.

«Lui non voleva essere intervistato e noi abbiamo iniziato a dire di lasciarlo stare. Lui è uno che aiuta sempre il prossimo, pagando anche le bollette a chi non riesce ad arrivare a fine mese. Non è necessario fargli domande a telecamere accese.
Va lasciato in pace». È dello stesso avviso il priore della chiesa di San Giovanni che ieri ha letteralmente "scortato", sotto braccio e a piedi, don Donato, da via Cittadella fino alla chiesa di San Bartolomeo, dove ha celebrato la messa. Tensione tra la giornalista, il cameraman di Mediaset e il priore: è stato necessario l'arrivo di una pattuglia dei carabinieri per ripristinare la normalità.

Certo è che tanta gente sta con don Donato: molti i fedeli che hanno espresso parole di vicinanza per lui fuori la chiesa di San Bartolomeo. In tarda serata, però, è arrivato il "pentimento" Facebook di don Donato. «In merito alla breve predica del 16 agosto in piazza San Rocco e a una frase, a cui è stato attribuito un valore distorto, tengo a precisare che non sono assolutamente contro gli immigrati, i cui bambini, che sono cristiani, ho inserito benissimo nella catechesi. A moltissimi altri la Caritas parrocchiale e personalmente da molti anni provvediamo gli alimenti vari. Vengono pagate le utenze e alcune ricevute, non ritirate, possono essere visionate in parrocchia. Si era voluto mettere l'accento anche sui poveri locali per sottolineare una maggiore attenzione a queste emergenze. Tutto è stato ampliato e trasformato. Se necessario sono pronte le scuse senza che si arrivi a una strumentalizzazione in qualsiasi campoche nonera nelleintenzioni». Ma ormai la frittata è fatta.