Arresti convalidati e domiciliari per Stefano Pommella. Il trentenne frusinate, arrestato dai carabinieri per rapina, per aver colpito con il calcio di una scacciacani un conoscente di etnia rom a corso Lazio e avergli strappato una catenina di dosso.

Assistito dall'avvocato Luigi Tozzi, Pommella per 45 minuti ha risposto alle domande del giudice Stefano Troiani, respingendo le accuse. Ha sostenuto che la pistola non era la sua e che la discussione era nata dal fatto che, dopo un prestito, pretendeva la restituzione di un ciondolo dato in pegno. Secondo l'arrestato, nonostante la restituzione della somma il ciondolo non gli era stato ridato, motivo per cui aveva chiesto un incontro chiarificatore.

L'indagato ha affermato che il ciondolo che gli è stato trovato in tasca era proprio quello. Sulla base di ciò e anche su quelle che il suo legale chiama alcune «zone d'ombra» nella ricostruzione dei fatti, Pommella ha ottenuto gli arresti domiciliari.