I cinque richiedenti asilo ancora non sono arrivati nell'appartamento della palazzina nel centro di Sora che li ospiterà, ma il caso ha già sollevato un gran polverone. I residenti della zona sono sul piede di guerra e hanno raccolta circa trecento firme in calce a una petizione nel tentativo di impedirne l'arrivo. Un no secco condiviso da molti in città, ma che non manca di suscitare polemiche e reazioni scandalizzate.

Tra queste ultime l'intervento del circolo "Gramsci" del Prc sorano, schierato apertamente per l'accoglienza: «Troppe chiacchiere cari concittadine e concittadini. I nostri parenti sono emigrati in tutto il mondo, e purtroppo continuano a farlo. E se fossero vostri figli? Ognuno di noi potrebbe essere straniero in qualsiasi altra terra dove decidesse di andare trovando accoglienza». Neanche le diffuse preoccupazioni sul fronte sicurezza scuotono il Prc: «I delitti più efferati in questa città sono stati commessi da italianissimi bianchi, il resto è becero populismo».

Sullo stesso fronte si posiziona il consigliere di minoranza Augusto Vinciguerra, da tempo impegnato come medico in missioni umanitarie in Africa: «Sono indignato, mi vergogno di abitare a Sora. Non c'è ricordo dei nostri padri, dei parenti e dei tanti amici che partivano per l'estero in cerca di un lavoro. Oggi trecento abitanti della nostra cittadina chiudono le porte a quattro o cinque richiedenti asilo. Non si deve dare spazio a questi pensieri di odio verso il prossimo. Abbiamo sempre accolto tutti. Perché oggi alziamo muri di ostilità?».

Intanto, la coop che ha preso in affitto l'appartamento destinato ai richiedenti asilo tira dritto per la sua strada. L'avvocato Enzo Petricca che la rappresenta afferma: «La cooperativa sta operando nel pieno delle regole. Siamo sempre stati disponibili perché vogliamo che i ragazzi si integrino e in un contesto ostile questo non è realizzabile. Però va sottolineato che la cooperativa agisce nel rispetto delle leggi e nessuno può metterlo in dubbio. Continueremo a operare rispettando le regole, ma non verranno tollerate ulteriori iniziative lesive dei diritti e del buon nome della cooperativa».