I residenti della zona Nocione sono stati ascoltati dal sindaco Salera e hanno ottenuto un primo risultato. Hanno prima ringraziato l'amministrazione per le buche ricoperte (che durante i periodi di pioggia diventavano acquitrini putridi) e poi hanno alzato il tiro: vogliono che quei veleni tirati fuori dal ventre della terra grazie all'impegno di procura e finanza adesso siano smaltiti. Non solo.

Hanno chiesto alla nuova amministrazione che vengano effettuate nuove analisi sulla zona per allargare il campo d'azione ora indicato a 200 metri (in relazione ai metri quadrati da coltivare), ritoccando così l'ordinanza vigente. Ovvero delimitando, sempre secondo quanto chiesto dai residenti, l'area interdetta e pulendo le zone restati, a rischio incendi.

Il procedimento per lo spostamento dei mucchi di rifiuti è in corso: «Abbiamo avuto i codici Cer per poterli trasportare - ha spiegato il sindaco Salera-, stiamo aspettando il preventivo della società incaricata per lo spostamento, visto i costi molto alti. Per questo dovremmo fare ricorso a un fondo straordinario». Dunque, qualcosa finalmente si sta muovendo. Saranno ora Arpa, Asl, carabinieri forestali e a valutare le richieste dei residenti per vedere come poter procedere. E stabilire se ridurre la zona off-limits oppure no.