Sono al vaglio degli inquirenti alcune telefonate con cui sarebbero stati promessi favori sessuali ad amministratori pubblici nell'inchiesta sui rifiuti "Urban Waste". Ovviamente le indagini sono finalizzate ad accertare se le promesse siano state accettate. Insieme ad Alfredo Coratti, nell'inchiesta del Nipaaf del gruppo carabinieri forestali di Frosinone sono finite, esattamente un mese fa, altre 16 persone tra imprenditori, politici e funzionari pubblici. E hanno interessato i comuni di Anagni, Sgurgola, Trevi nel Lazio e Sora. Per sette di loro l'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emanata dal gip presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone, due in carcere, appunto Alfredo Coratti della Tac ecologica, già detenuto per una analoga misura che riguarda un altro procedimento penale e Giovanni Luciano Bellardini tecnico del comune di Sgurgola e rappresentante della società Biemme srl.

Agli arresti domiciliari Lucio Giuseppe Formaggi, assessore di Sgurgola, Vincenzo Rocchi, funzionario della Città Metropolitana di Roma, Domenico Spaziani, ex funzionario dell'Asl, Mattia Bellardini, amministratore unico della società di Anagni, Paola Morgia, rappresentante di fatto della Biemme e un dipendente Alessandro Recine. Nelle centinaia e centinaia di telefonate ne sono state registrate alcune dal tenore inequivocabile laddove alcune persone coinvolte e in particolare l'imprenditore di Veroli, Alfredo Coratti, al fine di rimuovere ostacoli di natura burocratica e amministrativa, esplicitamente hanno ventilato la possibilità di offrire ad alcuni politici favori a sfondo sessuale specificandone addirittura la tipologia.

Queste telefonate captate sono ora al vaglio degli inquirenti non essendo escluso che l'ipotesi di corruzione, oltre ai favori che sono stati promessi agli uomini politici, tipo l'assunzione di dipendenti o il procacciamento di lavoro ad aziende vicine ad amministratori e a funzionari, possa essere consistita anche nella promessa o addirittura al fatto avvenuto, relativo a veri e propri rapporti sessuali (emblematica una conversazione intercettata a marzo 2018). Chiamato in causa nelle telefonate, nell'ambito di una tentata turbativa d'asta, ilsindaco di un paese del nord della provincia di Frosinone, presso il quale sarebbe stata indirizzata una donna con l'invito esplicito di tentare un approccio sessuale.