Agenzia delle entrate, Inps e Inail gli chiedevano di pagare, tra contributi e tributi, quasi 700.000 euro. Lui, invece, un imprenditore ciociaro ha fatto ricorso al tribunale del lavoro di Frosinone per la parte dei contributi e alla commissione tributaria provinciale per i tributi ottenendo l'annullamento delle cartelle. Questo perché o erano prescritte o laddove la prescrizione non si è maturata le notifiche non sono state eseguite correttamente o, per quelle fatte con la pec, contenevano un formato non conforme.

I ricorsi sono stati curati dall'avvocato Quirino Fiorini in tribunale e dai commercialisti Loris Leoni e Rolando Morandini in commissione tributaria. In totale all'imprenditore erano stati chiesti 688.000 euro, di cui 439.611 (176.468 per contributi e premi Inps e Inail) davanti al tribunale del lavoro e il resto in commissione tributaria. Il tribunale, per prima cosa, ha ribadito la propria competenza con riferimento alle cartelle e avvisi relativi a crediti di natura previdenziale in favore di Inps e Inail. Il ricorso davanti al tribunale del lavoro è stato parzialmente accolto (non tutte le cartelle si sono prescritte). Quanto alla prescrizione, il giudice Laura Laureti ha ribadito che «sono soggetti a prescrizione quinquennale i contributi previdenziali ed assistenziali». Principio che «si applica anche quando il credito è accertato in un titolo esecutivo».

Il magistrato ha anche affermato che va «disattesa» la tesi degli enti previdenziali e dell'Agenzia delle entrate «secondo cui, una volta divenuto definitivo e incontestabile il credito oggetto dell'avviso o della Il tribunale di Frosinone cartella per omessa impugnazione nei termini, si applicherebbe la prescrizione decennale». Inoltre l'agenzia di riscossione «ha omesso di depositare l'avviso di intimazione notificato», ragion per cui «non è possibile accertare se i crediti richiesti con l'avviso di intimazione sono i medesimi crediti oggetto delle cartelle/avvisi in esame». Inoltre al ricorrente è stata riconosciuta «la facoltà di far valere la prescrizione del credito intervenuta dopo la notifica delle cartelle di pagamento, seppure queste ultime non siano state impugnate e siamo divenute incontestabili». Questo perché «permane la facoltà di eccepire la prescrizione intervenuta dopo la formazione del titolo esecutivo mediante opposizione alla esecuzione». Entrambe le sentenze (di tribunale della commissione) sono ora definitive.