Un sereno variabile, ma appena accennato. Le grosse nuvole di tempesta intorno al pianeta Fca sembrano lievemente diradarsi. O meglio, con la giusta dose di energia e la speranza nei nuovi modelli Maserati, si aprono spazi di manovra per far transitare un po'di ottimismo. Il gruppo italo-americano ha presentato ieri una semestrale positiva, senza nascondere le difficoltà. I nuovi prodotti sono mancati, è vero, ma si è sopperito con un grande lavoro sul controllo dei costi: è questo che ha consentito utili per 793 milioni di euro. Gli affanni e le difficoltà in Europa sono state colmate da Nord e Sud America. Manley lo ha già detto: «La seconda parte dell'anno sarà impegnativa» ma ha anche annunciato nuovi investimenti per Maserati.

Nella seconda parte dell'anno Fca vorrà concentrarsi su due fronti: il marchio Maserati e l'area Emea. Per Maserati, Manley ha parlato di 10 nuovi prodotti entro il 2023 (tre nuove vetture, tre restyling e quattro nuove versioni). E Cassino spera.
Perché, secondo i piani, dovrebbe correre sulle proprie linee il D-Suv Maserati. E, non solo! Ma intanto gli operai proseguono le vacanze "obbligate" per colpa della cig. Nell'area Emea si continuano «a fronteggiare molte difficoltà, ma stiamo mettendo in campo azioni rigorose». E sul fronte dell'accordo sfumato con Renault: «Siamo sempre aperti alle opportunità, ma sopravviviamo anche da soli».

L'intervento di Buschini
«Le parole dell'ad Mike Manley ci auguriamo siano l'apertura di una nuova concentrazione di energie sul mercato europeo e, quindi, la valorizzazione di stabilimenti come Piedimonte San Germano a cui nel piano industriale è destinata la produzione di fascia medio alta». Sono state subito le parole del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini commentando l'annuncio dei vertici di Fca del lancio di 10 nuovi modelli Maserati nei prossimi tre anni. «Manley ha posto l'accento su Maserati e su quanto sarà importante per le strategie di Fca. Questo elemento, già contenuto nel Piano industriale dovrebbe portare,ci auguriamo, alla centralizzazione dello stabilimento di Piedimonte che è fondamentale non solo per l'area di Frosinone, ma per il Lazio e il centro Italia.

La crisi europea dell'auto, aggravata inItalia dall'introduzione dell'eco tassa sta creando un vero e proprio stallo del mercato nazionale, anzi tutti i dati sono negativi almeno daotto mesi e questosta pesando in modo grave sull'occupazione diretta e sull'indotto che ha un ruolo strategico nella nostra regione. Il Consiglio regionale, così come detto nel tavolo istituzionale con la conferenza dei sindaci e le rappresentanze sindacali, continuerà a seguire con assoluta priorità la situazione dello stabilimento e sarà parte attiva con la giunta Zingaretti per mettere in campo misure di investimenti infrastrutturali nell'area Fca».