Sorpreso nell'area bunker denominata "la finestrella", piazza di spaccio finita al centro della maxi inchiesta Fireworks condotta da carabinieri e polizia al "casermone" di Frosinone. Una zona che continua ad essere monitorata dalle forze dell'ordine. E proprio i carabinieri della compagnia di Frosinone – sezione operativa, guidati dal luogotenente Angelo Pizzotti, insieme ai colleghi del personale del locale nucleo investigativo del colonnello Andrea Gavazzi (tutti coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo), nel corso dei servizi predisposti dal superiore comando provinciale per il contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato D.B., 20 anni, di Ferentino. Ieri mattina è stato convalidato l'arresto e per il giovane, difeso dall'avvocato Mario Cellitti, è stata disposta la misura dell'obbligo di dimora a Ferentino. Il processo di terrà il 1° ottobre. Il ragazzo deve rispondere dell'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

I fatti
Stando alle accuse il ferentinate si trovava nel locale al piano terra del complesso di edilizia popolare che si trova in viale Spagna e nel corso dell'operazione è stato trovato in possesso di 36 dosi di crack del peso complessivo di 11 grammi, di 38 dosi di cocaina del peso complessivo di 13, oltre a 180 euro, secondo gli investigatori frutto dell'attività delittuosa e a tre bilancini di precisione e materiali per il confezionamento delle dosi. La droga e il materiale rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro. Ieri la convalida dell'arresto. Il giovane si è difeso sostenendo di essere andato nel palazzo di viale Spagna, per approvvigionarsi, poi fermato dai militari mentre consumava la droga che avrebbe acquistato, stando sempre alla sua versione, da un cubano. Sembrerebbe che con il ferentinate ci fosse una ragazza che è riuscita però a dileguarsi. Il processo è stato fissato al 1° ottobre. E per il ventenne, difeso dall'avvocato Cellitti, è stata disposto l'obbligo di dimora a Ferentino.

I controlli
Dunque massima attenzione delle forze dell'ordine nella zone, in particolare nell'area dove si trova il cosiddetto casermone, al centro di inchieste importanti che hanno portato a smantellare traffici notevoli di sostanze stupefacenti e ad arrestare e denunciare numerose persone.