L'azione dell'autorità giudiziaria non si ferma al sequestro di venerdì dell'impianto Gabriele Group, azienda autorizzata al trattamento di rifiuti liquidi, ma continua mirata su tutto il territorio, non solo di Patrica.

Continueranno, infatti, i controlli lungo il fiume Sacco, con una intensa attività di monitoraggio degli scarichi e degli sversamenti di reflui su tutto il corso del fiume ricadente nel territorio della Provincia di Frosinone, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati ambientali.

Intanto, dopo la notizia dell'operazione dei carabinieri forestali e della polizia provinciale, con l'ausilio dell'attività dell'Arpa Lazio, che hanno sequestrato l'impianto della Gabriele Group di Patrica, individuata come responsabile dell'inquinamento del fiume Sacco, corso d'acqua ricoperto per centinaia di metri da schiuma fitta tra il 24 e il 30 novembre 2018, interviene Legambiente.

Dalle prime indagini effettuate con l'ausilio dell'Arpa, e in particolare dai dati analitici trasmessi dai laboratori dell'agenzia, è stato possibile, stando alle accuse, individuare le sostanze contenute nelle schiume, e in particolare si è constatata la presenza di elevate concentrazioni di tensioattivi, elementi che possono determinare la formazione di schiume.

«Vogliamo ringraziare le autorità competenti, i carabinieri forestali e Arpa Lazio per aver analizzato lo stato dell'acqua e portato all'individuazione dei responsabili di una delle vicende più brutte del territorio - commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio - In quelle mattine di novembre abbiamo visto scene assurde di inquinamento che non devono ripetersi più.

Il Sacco è stato devastato negli anni dalla chimica e dalle illegalità con le quali venivano sversati i reflui industriali, ora emergono di nuovo tubature che bypassano i depuratori, sostanze chimiche di ogni genere sversate mentre il fiume ha bisogno solo di bonifica attraverso l'attuazione del contratto di fiume e degli accordi del Sin per la bonifica»