Scoperti i primi furbetti del reddito di cittadinanza. Lavoravano in nero e con l'assegno dello Stato in tasca. Ma sono stati scoperti dai carabinieri e, dopo gli ulteriori accertamenti, saranno denunciati per truffa.

A offrirgli un'occupazione, nonostante fossero beneficiari del sussidio, è stato, stando alle accuse, il titolare di un'azienda agricola di Sgurgola. Quest'ultimo è stato multato: la sanzione amministrativa totale è di 3.600 euro.

La ricostruzione
Il controllo dei carabinieri della Compagnia di Anagni, al comando del capitano Camillo Giovanni Meo (tutti coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo), con l'ausilio dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Frosinone, hanno scoperto la truffa. Al titolare dell'azienda agricola sono state elevate due sanzioni amministrative di 1.800 euro ciascuna, per aver impiegato lavoratori subordinati senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. I due lavoratori in nero, entrambi residenti a Roma, sono risultati beneficiari dell'emolumento del reddito di cittadinanza. Nei confronti dei due, dopo ulteriori accertamenti, scatterà la denuncia in stato di libertà per truffa.

I controlli
I controlli dei carabinieri proseguiranno senza sosta al fine di scovare eventuali tentativi di accaparrarsi i soldi del reddito ci cittadinanza senza averne i requisiti.
Alta, infatti, la guardia, per scoprire i furbetti del reddito di cittadinanza, che ne hanno fatto richiesta, ma che poi lavorano in nero.
E come, detto, i carabinieri, a Sgurgola, hanno scovato due persone che cercava di frodare il fisco, assicurandosi il reddito voluto dal governo Conte nonostante lavorassero già, ma in nero. Multato il loro "datore di lavoro" con due sanzioni per un totale di 3.600 euro.