Amianto e dintorni, gli ex Videocolor scrivono alle autorità. Ieri mattina un gruppo di lavoratori ex Vdc ha protocollato una lettera indirizzata al prefetto, al presidente della Provincia e al sindaco di Anagni.

Il testo
«I sottoscritti ex dipendenti Videocolor rappresentano un problema che da anni avrebbe dovuto essere risolto. Il lavoro svolto per anni presso il sito di Anagni ha comportato per i firmatari un'esposizione continua e rilevante con l'amianto e molti dei nostri compagni di lavoro sono morti per varie patologie derivanti dall'esposizione e contatto con l'amianto. Per quasi tutte le categorie di lavoratori che hanno avuto detta esposizione lo Stato ha riconosciuto il diritto a indennità anche ai fini del calcolo pensionistico. Gli scriventi fanno istanza affinché le istituzioni interessate possano attivare idonee procedure al riconoscimento dei diritti, indennità e garanzie pensionistiche previste dalla normativa in materia. Fiduciosi per l'organizzazione di un tavolo di lavoro, restiamo in attesa di positivo riscontro».

Lo stabilimento Vdc contiene tuttora un enorme quantitativo di amianto, pari a circa 36.000 metri quadrati. Dodici anni fa, durante lo smontaggio di macchinari trasferiti in India, vennero allo scoperto situazioni degne dell'Apocalisse. Impianti e accessori, tutti contenente amianto in gran quantità, e protezioni assolutamente inadeguate per i lavoratori. Il pre-pensionamento degli ex in mobilità comporterebbe per le casse dello Stato un risparmio enorme; si metterebbe fine alle centinaia di milioni depauperate in un assistenzialismo che non ha portato alcun frutto (corsi di formazione per migliaia di ore, con zero dipendenti che abbiano potuto usufruirne).

La senatrice Maria Spilabotte si stava interessando alla possibilità di favorire il richiesto prepensionamento. Così come il senatore Massimo Ruspandini, interessato alla vicenda. In attesa di vedere all'opera il sottosegretario Durigon, interessato dal sindaco Natalia e dal vice D'Ercole.